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	<title>Vino da Burde &#187; Secondi piatti</title>
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	<description>Icchecè di bono in Toscana da mangiare e icchè berci dietro</description>
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		<title>Dori-Gori-Romanelli (e Matia Barciulli) tra Curry di Rana Pescatrice e Maialino Croccante&#8230;e un Moscato d&#8217;Asti a sorpresa ad Aspettando il Tg Italia7</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 07:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ritmo veloce e grande presenza di tutti i partecipanti alla puntata di venerdì scorso di Aspettando il Tg su Italia 7.  Annamaria ha davvero il senso della misura e la capacità di dettare ritmi e tempi a tutti i presenti, lasciando a ciascuno il proprio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritmo veloce e grande presenza di tutti i partecipanti alla puntata di venerdì scorso di <a href="http://www.facebook.com/pages/Aspettando-il-TG/112980392062679" target="_blank">Aspettando il Tg</a> su Italia 7.  Annamaria ha davvero il senso della misura e la capacità di dettare ritmi e tempi a tutti i presenti, lasciando a ciascuno il proprio spazio e la propria ribalta. Certo senza provare non è mai facile ma la sicurezza ostentata da <a href="http://www.arturodori.it/" target="_blank">Arturo Dori</a> e da <a href="http://www.osteriadipassignano.com/" target="_blank">Matia Barciulli</a> era davvero notevole in scena, nonostante, specie per la rana pescatrice, le condizioni non erano ideali! Ma la classe di uno chef si vede proprio in questi momenti! <span id="more-12475"></span>Dalla trasmissione ho ricavato due spezzoni, nel primo potete vedere Arturo alle prese con le fasi centrali della preparazione della rana pescatrice con curry latte di cocco e coriandolo, servita con riso bàsmati, piatto variegato di spezie e sapori che mette a dura prova l&#8217;abbinamento vinoso. Ma per fortuna avevo avuto tempo per prepararmi in studio e chiamato sul palco qualcosina ho tirato fuori dal cappello&#8230;</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36a3723d75e"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wr-v5RSwslY">http://www.youtube.com/watch?v=wr-v5RSwslY</a></p>
</div>
<p>Nel prosieguo spazio al maialino croccante di Matia di Osteria da Passignano (che era buonissimo ad assaggiarlo, soprattutto con il neccio con la ricotta di contorno) e siparietto con Leonardo per lanciare <a href="http://www.degustibooks.it/index.php/edizioni-2011/programma.html" target="_blank">Degustibooks</a> e l&#8217;attesa Food&amp;Wine dance night di sabato 26 novembre&#8230;noi la presentiamo così!</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36a3723fe4c"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1KEykeif78s">http://www.youtube.com/watch?v=1KEykeif78s</a></p>
</div>
<p>E per chi fosse curioso e volesse rifare la buonissima coda di rospo, ecco la ricetta, direttamente da Arturo Dori <a href="http://www.arturodori.it" target="_blank">personal chef</a>:</p>
<div><strong>Curry di coda di rospo con riso Basmati e spinaci al burro</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div>Per 4 persone :</div>
<div><em>- 800 gr. coda di rospo</em></div>
<div><em>- 1 bicchiere di latte di cocco</em></div>
<div><em>- 2 cucchiai abbondanti di spezie per curry</em></div>
<div><em>- 1 cucchiaio di burro chiarificato</em></div>
<div><em>- 1 cipolla rossa</em></div>
<div><em>- 1 mazzetto di coriandolo</em></div>
<div><em>- 500 gr. di spinaci ben lavati</em></div>
<div><em>- 1 tazza di riso Basmati</em></div>
<div><em>- sale</em></div>
<div><strong>Procedimento :</strong></div>
<div>Sfilettare la coda di rospo e tagliare i filetti ottenuti a fette alte due dita.</div>
<div>In  una casseruola mettete una cipolla affettata finemente e rosolatela con  il burro chiarificato quindi aggiungete le spezie per il curry e  tostatele brevemente.</div>
<div>Aggiungete la coda di rospo e rosolatela  bene fa entrambi i lati quindi aggiungete il latte di cocco, coprite e  lasciate cuocere per una decina di minuti.</div>
<div>Togliete la coda di rospo e ritirate il fondo di cottura per circa la metà a fuoco vivace e aggiustatelo di sale.</div>
<div>Nel  frattempo mettete gli spinaci direttamente in una padella dove avrete  posto una noce di burro e saltateli velocemente fino a che non si  saranno appassiti.</div>
<div>Cuocete il riso con il doppio del volume di acqua in una casseruola coperta e a fuoco basso.</div>
<div>Ricordatevi  la lavare bene il riso per eliminare l&#8217;amido in eccesso e di lasciare  lo stesso a bagno in acqua fredda per almeno un&#8217;ora  per evitare che i  chicchi si rompano durante al cottura.</div>
<div>Impiattate la coda di  rospo accompagnandola con il riso, gli spinaci e la salsa di cottura su  cui spolvererete il coriandolo tritato grossolanamente.</div>
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		<title>Sapessi come è strano fare la Ribollita a Torino &#124; Paolo Gori da Eataly</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 08:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustacene da Burde]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Praticamente era una prima volta o tante prime volte insieme con Paolo a cucinare in trasferta, l&#8217;ingresso a Eataly Torino, un pubblico cui non siamo abituati e un palcoscenico particolare. Meno male che curiosità interesse  e partecipazione degli ospiti della serata erano davvero di livello ed è sempre un piacere servire da mangiare a chi viene armato di curiosità e gusto della scoperta gastronomica e non solo.<span id="more-11640"></span>Paolo non si è certo risparmiato e il contesto di Eataly ti permette di lavorare al meglio con una scelta di materie prime di eccellenza cui abbiamo dovuto solo aggiungere il cavolo nero (appena fuori stagione ma la Ribollita non poteva mancare!) e ovviamente il pane toscano cotto a legna, ingrediente base della nostra zuppa più famosa. Aperitivo in piedi con fichi e salame e poi a tavola con i 52 presenti disposti nella sala dei 100 al primo piano accanto al curioso museo Carpano del Vermut, miniera di profumi e ricordi storici.</p>
<p>Ecco Paolo che introduce la cucina di nonna Irene e le basi del cucinare toscano a partire dal pepe a grani intero nel salame che ha il suo perchè storico pieno di significati:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36a3724c1a8"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=UDlGtbXdCTM">http://www.youtube.com/watch?v=UDlGtbXdCTM</a></p>
</div>
<p>Arrivano i primi, minestra di farro e ribollita i due immancabili nell&#8217;immaginario e anche nel menu di tantissimi ristoranti non solo da Burde, due zuppe che esemplificano la particolarità della nostra cucina regionale che non ha pasta o minestre vere e proprie ma delle povere e umili &#8220;zuppe&#8221;:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36a3724e89e"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=n6wHYO2Z70o">http://www.youtube.com/watch?v=n6wHYO2Z70o</a></p>
</div>
<p>Per secondo il cinghiale e dolce e forte, il piatto più particolare e complesso di Burde e della cucina toscana, orgoglio nobiltà e densità di sapore incredibile con una preparazione in cui la cioccolata lega il tutto e crea una consistenza particolare del sugo che in pratica sparisce concentrandosi sulla carne che accarezza il dolce senza mai concedersi e apre la strada ad abbinamenti stimolanti con il vino, in questo caso davvero ottimo l&#8217;accostamento con il Brunello di Montalcino 2006 Poggio alle Mura di Castello Banfi.</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36a37250fbb"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Xx5yzjKFYeQ">http://www.youtube.com/watch?v=Xx5yzjKFYeQ</a></p>
</div>
<p>Dolce finale con la schiacciata con l&#8217;uva, graditissima e dal successo strepitoso per un piatto in teoria semplice ma che fonde in maniera mirabile profumi e sensazioni di stagione con una saporisità semplice gustosa e accattivante (specialmente grazie al moscato rosso che Paolo ha utilizzato) . Piatto che parla al nostro fanciullo interiore e lo invita a giocare e sporcarsi di dolcezza.<br />
<a href="http://vinodaburde.simplicissimus.it/files/2011/09/DSC06292.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11647" src="http://vinodaburde.simplicissimus.it/files/2011/09/DSC06292-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Faticoso forse sì e una buona componente di stress ma tanta soddisfazione veder persone felice anche in questo stupendo angolo d&#8217;Italia.</p>
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		<title>Ricetta per Pasqua: l&#8217;Agnello in crosta all&#8217;Issopo</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 08:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo gori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://farm5.static.flickr.com/4058/4473086104_af750802b3.jpg" alt="" width="312" height="207" />Ovviamente l&#8217;abbiamo provata insieme prima di parlarne e il responso è stato molto favorevole in sala venerdì scorso durante la cena &#8220;biodinamica&#8221;: con l&#8217;approssimarsi della Pasqua e con l&#8217;agnello ormai in frigo, ecco un modo originale e tradizionalissimo (l&#8217;<a href="http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/aromatiche/issopo.htm" target="_blank">Issopo</a> veniva usato già dagli israeliani ai tempi della cattività egizia) per preparare il classico Agnello pasquale:<span id="more-3816"></span>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36a37255dd8"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=2Eafsc_D070">http://www.youtube.com/watch?v=2Eafsc_D070</a></p>
</div>
<p><strong>Ricetta:</strong><br />
Cuocere il carré o il coscio dell’agnello nel forno a 200° (calcolare circa 20’ per ogni 500 g di carne) dopo averlo salato e pepato e ben profumato con un trito di aglio e pepolino.<br />
Preparare intanto una pasta con 160 gr. di pangrattato, 240 di burro morbido e un battuto di issopo, pepolino, poche foglie di menta e qualche spicchio d’aglio. Lavorarla come se fosse una brisée.<br />
Togliere l’agnello dal forno e distribuire la pasta sulla carne facendola aderire bene.<br />
Rimettere in forno finchè non si sarà formata una bella crosticina dorata.<strong></strong></p>
<p><strong>Qualche curiosità  sull’&#8217;Issopo (Hyssopus officinalis)</strong></p>
<p>E’ una pianta erbacea perenne dalle molte virtù medicamentose e curative.<br />
La parola ISSOPO deriva dal nome ebraico &#8220;ezòh&#8221; che nella tradizione biblica ha come significato principale quello di purificazione. E’ noto infatti con il nome di “Erba della purificazione” o “Erba sacra” poiché, un tempo, era impiegato in mazzetti come aspersorio .<br />
E’ citata più volte nelle Sacre scritture in momenti molto importanti.<img class="alignright" src="http://farm5.static.flickr.com/4019/4470343955_ef4a642184.jpg" alt="" width="267" height="356" /><br />
Nell’Antico Testamento lo troviamo nell&#8217;Esodo (12, 22), nelle prescrizioni riguardanti la Pasqua, quando il Signore lo prescrive per la prima Pasqua: &#8220;… prenderete un fascio di issopo, lo intingerete nel sangue che sarà nel catino e spruzzerete gli architravi e gli stipiti con il sangue del catino …….. Il Signore passerà per colpire l&#8217;Egitto, vedrà il sangue sull&#8217;architrave e sugli stipiti: allora passerà oltre per la porta e non permetterà allo sterminatore di entrare nella vostra casa per colpire.&#8221;       Poi ancora nella purificazione del lebbroso (Levitico 14, 4 etc.) e nell’uso dell’acqua lustrale (Numeri 19, 18 etc.).<br />
Davide nel Libro dei Salmi (50,9) invoca il perdono di Dio, implorando: “Aspergimi con l’Issopo, e sarò puro, lavami, e sarò bianco più che neve&#8221;.<br />
Nel vangelo di Giovanni (19, 29) ”c&#8217;era lì un vaso pieno d&#8217;aceto; posta dunque una spugna, imbevuta d&#8217;aceto, in cima a un ramo d&#8217;issopo, l&#8217;accostarono alla sua bocca”.<br />
In cucina l’aroma deciso ed il sapore piccante dell’Issopo ne hanno fatto apprezzare, più in passato che oggi, la presenza nelle salse e nei ripieni. Alcuni ne aggiungono i fiori alle insalate,  altri sostengono che le foglie, in piccola quantità, favoriscono la digestione della selvaggina e delle carni grasse.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli antichi sapori toscani con Paolo Gori</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 11:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo gori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I sapore di un tempo, eleganti nobili e regali o anche solo comuni in tutte le famiglie toscane, unite i fronte a vini che vengono almeno idealemente dall&#8217;estero. Una serie di sapori aristocratici e importanti sfidano i profumi di Bolgheri nella tradizionale serata Cinghiale e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://farm3.static.flickr.com/2731/4437503625_e1f3ef19cc.jpg" alt="" width="366" height="243" />I sapore di un tempo, eleganti nobili e regali o anche solo comuni in tutte le famiglie toscane, unite i fronte a vini che vengono almeno idealemente dall&#8217;estero. Una serie di <a href="http://www.flickr.com/photos/burde/sets/72157623631842938/show/with/4437503625/" target="_blank">sapori aristocratici</a> e importanti sfidano i profumi di Bolgheri nella tradizionale serata Cinghiale e Sassicaia.<span id="more-3698"></span>Ecco come è andata&#8230;il racconto della cena e degli ingredienti di Quaglie alle Mandorle, Cinghiale in dolce e forte, Dirìola (curiosi, eh?) e Minestra di ceci con zoccoli di Baccalà.</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36a3725ac01"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Y6GnrpienBc">http://www.youtube.com/watch?v=Y6GnrpienBc</a></p>
</div>
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		<title>Capriolo in umido con salsa alla Mirra: la ricetta</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 11:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo gori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un bicchiere rosso granato uscito fuori da una polverosa bottiglia di sagrantino ho trovato un profumo di giorni di festa: la mirra. Quando con Marco abbiamo deciso di organizzare una serata con i suoi Sagrantino mi sono messo a cercare un modo di fare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://farm3.static.flickr.com/2802/4129652586_753e7831e0.jpg" alt="" width="403" height="267" />In un bicchiere rosso granato uscito fuori da una polverosa bottiglia di sagrantino ho trovato un profumo di giorni di festa: la mirra. Quando con <a href="http://www.arnaldocaprai.it/" target="_blank">Marco </a>abbiamo deciso di organizzare una serata con i suoi Sagrantino mi sono messo a cercare un modo di fare una qualsiasi cosa alla mirra: il terzo dono dei re Magi, il più misterioso e gravoso. Mirra sta per amaro, come amara avrebbe dovuto essere la fine del Re dei Re e il suo gusto è veramente amaro  e questo in cucina è un grosso problema. Ecco perché il capriolo, la cui carne è estremamente dolce.<span id="more-3395"></span></p>
<p>Prendete tagli di scarto di capriolo, fatte un soffritto con gli odori, rosolate la carne e sfumate con abbondate vino rosso (al contrario di come si fa di solito, scegliere un vino di corpo, ma poco tannico). Di solito la cacciagione si sposa con alloro e ginepro, ma per questa volta limitatevi a poche bacche di ginepro. Cocete a fuoco bassissimo per 3 ore. Prendete parte del fondo di cottura allungatelo con brodo e addensate con fecola di patate o farina. aggiungete una punta di cucchiaino da caffè di mirra passata al mortaio e aceto di mele. Aggiustate la salsa di sale e stemprate l’amaro con dello zucchero di canna. Io vi consiglio di servire la salsa separatamente in modo che ogni commensale possa decidere da sola quanta utilizzarne.</p>
<p>Gli <strong>ingredienti </strong>(8 persone)</p>
<p>Per il capriolo in umido</p>
<p>1.5 kg di capriolo</p>
<p>2 cipolle, 2 carote 2 coste di sedano</p>
<p>100g di lardo</p>
<p>250 ml di vino rosso</p>
<p>olio extravergine di oliva</p>
<p>sale e pepe</p>
<p>Per la <strong>salsa</strong></p>
<p>due ramaioli del fondo di cottura</p>
<p>200 ml. di brodo di carne</p>
<p>1 cucchiaio di fecola di patate</p>
<p>due cucchiai aceto di mele</p>
<p>due cucchiai di zucchero di canna</p>
<p>un pizzico di Mirra</p>
<p>ed ecco il video di spiegazione:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36a3725fa52"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=DrjPrBEApoA">http://www.youtube.com/watch?v=DrjPrBEApoA</a></p>
</div>
<p>In particolare, l&#8217;abbinamento che abbiamo usato in sala è stato con Collepiano Sagrantino Montefalco  2006</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>I savori e le Camelline medioevali sull&#8217;arista di grigio: ricetta della salsa bianca</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 00:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Burde Web TV!]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette "normali"]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette 2.0 da commentare]]></category>
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		<category><![CDATA[Champagne]]></category>
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		<category><![CDATA[ricetta]]></category>
		<category><![CDATA[romagnola]]></category>
		<category><![CDATA[savore]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal Casentino una razza imparentata con la mora romagnola,  il cui grasso assume una importanza fondamentale nella cottura arrivando a rappresentare quasi il 50% del peso del pezzo prima del forno. Il risultato, se mangiato caldo, è quasi indescrivibile per dolcezza, gusto e cremosità. In...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://farm3.static.flickr.com/2660/4185062754_6dc55f4780.jpg" alt="" width="415" height="300" />Dal Casentino una razza imparentata con la mora romagnola,  il cui grasso assume una importanza fondamentale nella cottura arrivando a rappresentare quasi il 50% del peso del pezzo prima del forno. Il risultato, se mangiato caldo, è quasi indescrivibile per dolcezza, gusto e cremosità. In tempi light siamo un po’ in controtendenza, ma la scienza sta dimostrando che quando un maiale è allevato come si deve il suo grasso fa assai meno male di un hamburger di allevamento intensivo o di una pasta condita con margarina light.<span id="more-2819"></span></p>
<p>Per spezzare il gusto tendente al dolce lo abbiamo accompagnato con savori medievali, immancabili salse di accompagnamento di ogni buon arrosto che si rispettasse.</p>
<p>Il nostro gusto è stato condizionato ormai dalla grande rivoluzione del gusto operata nelle cucine aristocratiche della Francia, che inventò le salse a base grassa in contrapposizione al sapore agro-dolce. Perciò quelle che vi proponiamo risultano assai meno acide di quelle di un tempo (anche perché noi ormai pasteggiamo con vini secchi e non più dolci). Ma ugualmente vogliamo proporvi alcune provocazioni di un tempo che fu, che vide il nascere della cucina italiana come oggi la conosciamo.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://farm3.static.flickr.com/2783/4184302535_7aff2f9e2e.jpg" alt="" width="395" height="265" /><br />
Due le salse che abbiamo presentato : una decisamente agro-dolce, la <strong>camellina</strong>; l’altra più simile ai nostri sapori: la <strong>nera</strong><br />
Dare una ricetta non è semplice, perché dipende molto dal vostro gusto, quindi assaggiate e correggete via, via.</p>
<p>Mi limiterò a spiegarvi il processo. Vi consiglio di stare bassi con l’aceto (io ho usato un aceto di mele barricato perché è meno duro di quello di vino).<br />
<strong>Ricetta camellina di Burde</strong>:</p>
<p>Per fare la salsa camellina partite da mandorle mondate, tritatele e stemperatele con acqua bollente. Ne uscirà un latte, a questo punto se volete la salsa granellosa lasciatela così, altrimenti filtrate e strizzate con una garza. A questo punto unite la cannella in polvere, un po’ di sale e, per  dare il dolce, uvetta ammollata (io ho messo 2/3 di mandorle e 1/3 di uvetta). Aggiungete aceto di mele o agresto, se riuscite a trovarlo o a farlo nella stagione adatta. Se la salsa non è legata aggiungete pane ammollato. Il colore finale deve assomigliare, neanche a dirlo a quello del pelo del cammello.</p>
<p>Questa è solo una delle mille possibili salse che vanno sotto il nome di camellina, il cui nome fa riferimento più al colore che a un dato contenuto.</p>
<p>Ecco qui un  video che ci illustra le ricette e la preparazione del maiale del casentino con i savori:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36a3726482e"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=E8x9FhveFhQ">http://www.youtube.com/watch?v=E8x9FhveFhQ</a></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Papero in umido: dai ricettari medievali un segreto della nostra cucina</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Burde Web TV!]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette 2.0 da commentare]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[anatra]]></category>
		<category><![CDATA[collo]]></category>
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		<category><![CDATA[purè]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>
		<category><![CDATA[ripieno]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
		<category><![CDATA[tradizionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco Paolo che descrive come si pulisce e come si &#8220;aggiusta&#8221; il papero, dalle spezie alla laccatura fino al procedimento di riscaldamento e precottura del piatto principale. http://www.youtube.com/watch?v=o4Ep1HeZCBs Gli ingredienti per circa 8 persone 1 papero/oca 2 cipolle 2 coste di sedano 2 carote olio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><img class="alignleft" src="http://farm3.static.flickr.com/2655/4110865940_ff0688f057.jpg" alt="" width="354" height="235" />Ecco Paolo che descrive come si pulisce e come si &#8220;aggiusta&#8221; il papero, dalle spezie alla laccatura fino al procedimento di riscaldamento e precottura del piatto principale. <span id="more-2525"></span>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36a3726964d"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=o4Ep1HeZCBs">http://www.youtube.com/watch?v=o4Ep1HeZCBs</a></p>
</div>
<p></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in">
<p style="margin-bottom: 0in">Gli <strong>ingredienti </strong>per circa 8 persone</p>
<ul>
<li>1 papero/oca</li>
<li>2 cipolle</li>
<li>2 coste di sedano</li>
<li>2 carote</li>
<li>olio extravergine</li>
<li>brodo</li>
<li>olio</li>
<li>pepe</li>
<li>un bicchiere di vino rosso</li>
<li>brodo</li>
<li>olio</li>
<li>pepe</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0in">Definire il papero non è semplice, il nome generico può fare riferimento ad una grande varietà di volatili, noi abbiamo cotto una Oca (dalle nostre parti ocio al maschile), quelle bianche che salvarono il Campidoglio per intenderci.</p>
<p style="margin-bottom: 0in">Per tradizione lo si mangiava per la battitura, perché con una bestia così grossa si sfamava un bel po&#8217; di gente e la pasta asciutta ci veniva divinamente!</p>
<p style="margin-bottom: 0in">C&#8217;è un problema: il papero è molto grasso e la sua carne è dura. Nei tempi che furono si usava scottarlo prima di arrostirlo o stufarlo, questo procedimento descritto nei ricettari medievali è stato spazzato via durante il secolo dei lumi, che vedeva come abominevole tutto ciò che l&#8217;esperienza di mille anni aveva creato. Riprendendo questa antica consuetudine vi consiglio di scottarlo in poca acqua per circa 2 ore con gli odori, ma se avete a disposizione un forno a vapore usate questo: la carne rimarà più saporita.</p>
<p style="margin-bottom: 0in">Fatto ciò procedete a fare un abbondante soffritto,  tagliate il papero in 4 parti e fatelo insaporire e bagnatelo con del vino rosso. Aggiungete brodo e un cucchiaio di conserva, salate e pepate. Lasciate cuocere a fuoco lentissimo per 2 ore. Col fondo di cottura conditeci la pasta, meglio se essiccata a bassissima temperatura come quella mitica di Giovanni Fabbri!</p>
<p style="margin-bottom: 0in">
]]></content:encoded>
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