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	<title>Vino da Burde &#187; secondo carne</title>
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	<description>Icchecè di bono in Toscana da mangiare e icchè berci dietro</description>
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		<title>Il Gran Bollito Piemontese e il Barolo, com&#8217;è andata</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 07:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà stato il freddo o l&#8217;eterno revival delle &#8220;buone cose semplici&#8221; ma venerdì scorso la <a href="http://www.flickr.com/photos/burde/sets/72157629191893083/" target="_blank">serata Bollito-Barolo</a> ha superato ogni aspettativa di affluenza (oltre 90 partecipanti) con quasi 100 kg di carne cucinata (tra i canonici 14 pezzi diversi), i quasi 10 litri di salse e oltre 60 bottiglie consumate tra Dolcetto (solo 10) e Barolo (tutto il resto). Un modo semplice per dimostrare che il Barolo può e deve essere bevuto più spesso? Di sicuro non si trattava di una cena normale nè di tre bottiglie normali. <span id="more-13305"></span>Ovvio che stare a tavola con 14 portate di carne tra pezzi di prima scelta e ammennicoli non è cosa da tutti i giorni ma la capacità e la facilità con cui sono stati consumati i litri di nebbiolo non è molto comune, specie a queste latitudini. Dicevamo innanzitutto la composizione del bollito e delle sue salse, raccontate da Paolo Gori, ovvero sette tagli di polpa (tenerone,  scaramella, muscolo di coscia, muscoletto, spalla, fiocco di punta,  cappello del prete), sette ammennicoli (lingua, testina col musetto,  coda, zampino, gallina, cotechino, rollata) e sette bagnetti o salse: salsa verde rustica, salsa verde ricca,  salsa rossa, cren, mostarda, cugna, salsa al miele:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527966e3"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tMsXPclnwXw">http://www.youtube.com/watch?v=tMsXPclnwXw</a></p>
</div>
<p>Poi abbiamo avuto la presenza importante di Marco Sassano che ci ha introdotto Borgogno e il nuovo-vecchio corso suggerito da Farinetti e suo figlio Andrea da quando 5 anni fa hanno rilevato l&#8217;azienda:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e52798dca"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=PJS0Ulqz8lc">http://www.youtube.com/watch?v=PJS0Ulqz8lc</a></p>
</div>
<p>Nel corso della cena grande apprezzamento per il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=U0CTPeBnH5I&amp;list=UUPDCC_zfypNyeVDa4qeXtPQ&amp;index=3&amp;feature=plcp" target="_blank">Dolcetto d&#8217;Alba 2010</a>, fresco e croccante, dissentate e quasi quotidiano come carattere e soprattutto per la triade di BArolo molto diversi tra loro, il curioso <a href="http://www.youtube.com/watch?v=irNzSBygUYU&amp;list=UUPDCC_zfypNyeVDa4qeXtPQ&amp;index=5&amp;feature=plcp" target="_blank">No Name</a> (un 2005 declassato) , un regale <a href="http://www.youtube.com/watch?v=jjYDaMMOGHk&amp;list=UUPDCC_zfypNyeVDa4qeXtPQ&amp;index=2&amp;feature=plcp" target="_blank">Riserva 2003</a> e soprattutto un sorprendente <a href="http://www.youtube.com/watch?v=R7vhu_q_meA&amp;list=UUPDCC_zfypNyeVDa4qeXtPQ&amp;index=1&amp;feature=plcp" target="_blank">Riserva 1998</a> ancora perfetto in tavola e con acidità residua che ne allungheranno ancora la vita.</p>
<p>Una serata piacevole che è scorsa via tranquilla senza soluzione di continuità tra piatto, bicchiere e chiacchere con i vicini, uno spirito piemontese in salsa toscana, forse il meglio che il nostro paese possa offrire in tema enogastronomico?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Caccia a tavola, l&#8217;Artusi e le ricette di Paolo Gori, e chi dice che la cacciagione è pesante?</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 07:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un menu (<a href="http://www.flickr.com/photos/burde/sets/72157628326430177/" target="_blank">qui tutte le foto</a>) che poteva spaventare i meno audaci ma se Artusi dedicava così tante pagine e ricette alla cacciagione un motivo ci sarà pur stato e oggi per goderne appieno senza appesantirsi basta seguire qualche piccola nota di alleggerimento e si riesce ad arrivare a fine di una cena senza pesantezze.  Mercoledì scorso per l&#8217;Artusi Week a Firenze in un ideale gemellaggio con la Romagna presente <a href="http://www.federcaccia.org/" target="_blank">Federcaccia</a> Toscana Raffaele Mannelli, responsabile Qualificazione e valorizzazione del sistema distributivo e turistico della Regione Toscana che insieme a<a href="http://quintoquarto.simplicissimus.it/" target="_blank"> Leonardo Romanelli</a> hanno condotto gli ospiti in un percorso tra ricette e cultura gastronomica della nostra regione. <span id="more-12741"></span></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 477px"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7157/6474345911_3da3ce7f74.jpg" alt="" width="467" height="310" /><p class="wp-caption-text">Pappardelle alla Lepre di Paolo Gori</p></div>
<p>Partenza con crostini di colombaccio e il mitico Pan di Lepre, due ricette che nella versione di Paolo Gori risultano già molto più leggere e interessanti per i giorni di oggi rispetto a come appaiono nell&#8217;Artusi:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527a2a0b"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=C-waRrwX32I">http://www.youtube.com/watch?v=C-waRrwX32I</a></p>
</div>
<p>Qui invece un intervento di Leonardo Romanelli e Paolo Gori che introducono come cucinare la Lepre e come preparare il famoso Cinghiale e dolce e forte (di cui vi abbiamo già fornito ricetta e consigli tempo fa) e come terminare alla grande con un classico fiorentino come la zuppa inglese:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527a5128"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5YX-d6CLdm8">http://www.youtube.com/watch?v=5YX-d6CLdm8</a></p>
</div>
<p>E infine vi riportiamo il discorso di Raffaele Mannelli della Regione Toscana a sottolineare l&#8217;importanza della caccia come sport all&#8217;iinterno del sistema turistico ed enogastronomico toscano:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527a782a"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=xzy4IqNjkdM">http://www.youtube.com/watch?v=xzy4IqNjkdM</a></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>La vacca Maremmana alla ribalta nel Montecucco con Cantine PieveVecchia e Alioscia Lombardini</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 11:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera da Burde serata dal grandissimo successo per celebrare la Maremma gastronomica che lungi dall&#8217;essere una nuova imprecazione Toscana, si è rivelato un azzeccato mix tra sapori intensi e delicati, marini e di bosco, di montagna e di corpo, tanto che tutti e sei i vini di <a href="http://www.cantinapievevecchia.com/" target="_blank">PieveVecchia</a> presentati hanno trovato il loro partner ideale nei piatti, dal Vermentino sugli affettati fino all&#8217;apoteosi dello Stracotto di <a href="http://www.tenutauccellina.it/" target="_blank">Maremmana</a> con il PieveMonaci Syrah 2008, sorprendente per molti&#8230;<span id="more-12693"></span>Grande protagonista, oltre ai pici con sugo di cinghiale dove si è distinto il Montecucco &#8220;base&#8221; DOC Albatrello (un morellino fuori zona sempre piacevole)  la vacca di razza Maremmana ha stupito tutti per morbidezza, succulenza e sapore straordinario.</p>
<p>E l&#8217;abbinamento sia con il sempre più intrigante e schietto Chorum sangiovese 100% che con la pirotecnica edizione 2008 del PieveMonaci ha dimostrato che il godimento a tavola può raddoppiarsi come minimo se si azzeccano certe scelte.</p>
<p>Ma ovviamente si parte sempre dalla qualità della carne e dalle parole di <a href="http://www.tenutauccellina.it/" target="_blank">Alioscia Lombardini </a>si capiscono tante cose in materia:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527aeda7"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=lqYim0-Wtt4">http://www.youtube.com/watch?v=lqYim0-Wtt4</a></p>
</div>
<p>Ed infine (poi metteremo la ricetta completa) alcune indicazioni di Paolo Gori su come non sciupare tale ben di Dio&#8230;</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527b146c"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=AP0bRKKPo3U">http://www.youtube.com/watch?v=AP0bRKKPo3U</a></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Frattaglie &amp; Champagne, da Papaveri e Paolo&#8230;Leonardo Romanelli e Paolo Fiaschi con le ricette del libro</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 07:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Serata bella, calda e capace di mettere tutti a proprio agio ieri sera da <a href="http://www.papaveriepaolo.com/" target="_blank">Papaveri e Paolo</a> una delle più belle novità degli ultimi anni nella cucina Toscana di territorio  ma non solo. Paolo Fiaschi dopo l&#8217;esperienza del PepeNero ha creato il &#8220;suo&#8221; posto e per una sera ha portato in tavola un menu usando le frattaglie &#8220;km zero&#8221; selezionate da<a href="http://www.sergiofalaschi.it/shop/" target="_blank"> Sergio Falaschi </a>e un paio di ricette tratte dal libro di <a href="http://quintoquarto.simplicissimus.it/" target="_blank">Leonardo Romanelli</a> appena pubblicato, <a href="http://www.ibs.it/code/9788896376423/romanelli-leonardo/libro-delle-frattaglie.html" target="_blank">il Libro delle Frattaglie</a>, appunto. E come è andata?<span id="more-9916"></span>L&#8217;atmosfera era perfetta e conviviale senza troppi fronzoli ma parte del merito va anche alle proposte nei bicchieri a cura di Teseo Geri che ha fatto iniziare la serata con un insolito &#8220;Kyr Royale sbagliato&#8221; con Champagne e succo di rabarbaro (tedesco) al posto del tradizionale cassis ai frutti di bosco. Dolce e saporito, ha ben accompagnato il boccone d&#8217;apertura con la mousse di patata viola e le erbe di campo.</p>
<p>Spazio quindi a Leonardo che introduce la serata:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527b8a2c"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=dRKk1W0jXGg">http://www.youtube.com/watch?v=dRKk1W0jXGg</a></p>
</div>
<p>Finalmente si inizia con le frattaglie ed è subito un piccolo capolavoro di gusto e croccantezza come la Terrina fritta di piedino e musetto, un cubo soffice dentro e croccante fuori senza un minimo di pesantezza. In abbinamento lo <a href="http://it-it.facebook.com/pages/Champagne-Le-Clochard/180897591953640" target="_blank">Champagne Clochard</a> di Teseo, sboccatura dicembre 2010, pungente, ricco e assolutamente da tavola, riesce nell&#8217;intento di dissetare e ravvivare il palato combinandosi benissimo con la consistenza e i profumi del musetto.</p>
<p>E&#8217; il momento di una ricetta dal libro, ovvro &#8220;la mousse di fegatini con Porto e pistacchi&#8221;,  servita sul crostino e accompagnata da gelatine di vinsanto, una <img class="alignright" src="http://farm6.static.flickr.com/5309/5636592429_141537105c_m.jpg" alt="" width="180" height="240" />reinterpretazione del crostino toscano in chiave leggera ma che colpisce per intensità e densità di gusto, adatta anche a chi non impazzisce per il fegato.  Grande prova di Paolo Fiaschi anche sui Ravioli ripieni di Lampredotto con salsa verde, dove il sapore del Lampredotto c&#8217;è tutto ma senza strafare e la salsa è tenuta molto dolce e poco invasiva per ottenere un equlibrio a tavola. Arrivano poi le tagliatelle allo zafferano con finanziera (altra ricetta del libro) e si gioca ancora con i sapori forti ma senza essere invasivi.</p>
<p>E ci permettiamo di ritornare sul concetto di perchè usare le frattaglie a tavola conviene e ha successo:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527bb0b8"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=K22o8gtyYjI">http://www.youtube.com/watch?v=K22o8gtyYjI</a></p>
</div>
<p>Chiusura affidata ad un doppio secondo a mezza porzione, abbinati al <a href="http://www.attems.it/it/ramato/index.htm" target="_blank">Pinot Grigio 2010 Cupra Ramato</a> di Attems appena uscito, ovvero la Trippa fritta con tartufo su marzolino e una &#8220;classica&#8221; trippa alla fiorentina con il pomodoro ma non servita intera ma a striscioline con una consistenza e un gusto che di nuovo impongono di guardare alle frattaglie senza i soliti preconcetti. Complimenti a Paolo Fiaschi per le sue interpretazioni e soprattutto per l&#8217;atmosfera spensierata conviviale e casalinga che riesce a creare in questo piccolo grande posto senza rinunciare a rigore e precisione nelle ricette.</p>
<p>Che includano le frattaglie o no!</p>
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		<title>Le ricette di Pinocchio: la lepre in dolce e forte all&#8217;Osteria del Gambero Rosso</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 07:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo gori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco una delle famose leccornie immaginate dal Gatto e la Volpe nel capitolo XIII (…) La Volpe avrebbe spelluzzicato volentieri qualche cosa anche lei: ma siccome il medico le aveva ordinato una grandissima dieta, così dové contentarsi di una semplice lepre dolce e forte con...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una delle famose leccornie immaginate dal Gatto e la Volpe nel capitolo XIII (…) <em>La Volpe avrebbe spelluzzicato volentieri qualche cosa anche lei: ma siccome il medico le aveva ordinato una grandissima dieta, così dové contentarsi di una semplice lepre dolce e forte con un leggerissimo contorno di pollastre ingrassate e di galletti di primo canto. Dopo la lepre, si fece portare per tornagusto un cibreino di pernici, di starne, di conigli, di ranocchi, di lucertole e d’uva paradisa; e poi non volle altro. (…)<span id="more-9049"></span></em></p>
<p>Ecco la video versione di Paolo Gori</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527c25f9"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=D5wa91FJHoM">http://www.youtube.com/watch?v=D5wa91FJHoM</a></p>
</div>
<p>Ecco la ricetta Artusiana per cignale e lepre</p>
<p><strong>285. CIGNALE DOLCE-FORTE dell’Artusi</strong></p>
<p>A me pare sia bene che il cignale da fare dolce-forte debba avere la sua cotenna con un dito di grasso, perché il grasso di questo porco selvatico, quando è cotto, resta duro, non nausea ed ha un<br />
sapore di callo piacevolissimo.<br />
Supposto che il pezzo sia di un chilogrammo all&#8217;incirca, eccovi le proporzioni del condimento.</p>
<p>Fate un battuto con mezza cipolla, la metà di una grossa carota, due costole di sedano bianco lunghe un palmo, un pizzico di prezzemolo e grammi 30 di prosciutto grasso e magro. Tritatelo fine colla<br />
lunetta e ponetelo in una cazzaruola con olio, sale e pepe sotto al cignale per cuocerlo in pari tempo. Quando il pezzo ha preso colore da tutte le parti, scolate buona parte dell&#8217;unto, spargetegli sopra un<br />
pizzico di farina, e tiratelo a cottura con acqua calda versata di quando in quando. Preparate intanto il dolce-forte in un bicchiere coi seguenti ingredienti e gettatelo nella cazzaruola; ma prima passate<br />
il sugo.</p>
<p>Uva passolina, grammi 40.<br />
Cioccolata, grammi 30<br />
Pinoli, grammi 30.<br />
Candito a pezzetti, grammi 20.<br />
Zucchero, grammi 50.</p>
<p>Aceto quanto basta; ma di questo mettetene poco, perché avete tempo di aggiungerlo dopo. Prima di portarlo in tavola fatelo bollire ancora onde il condimento s&#8217;incorpori, anzi debbo dirvi che il dolce-<br />
forte viene meglio se fatto un giorno per l&#8217;altro. Se lo amate più semplice componete il dolce-forte di zucchero e aceto soltanto.</p>
<p>Nello stesso modo potete cucinare la lepre.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pinocchio, storia di un burattino gourmet: le ricette della favola in tavola da Burde</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 07:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo gori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel libro capolavoro di Carlo Lorenzini, il cibo viene rammentato, sognato, discusso e trattato per ben 36 volte. Vi si può leggere adesione piena alle ricette di Pellegrino Artusi, amore per la tradizione e sincera passione per il gusto, il tutto reso più luminoso dagli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel libro capolavoro di Carlo Lorenzini, il cibo viene rammentato, sognato, discusso e trattato per ben 36 volte. Vi si può leggere adesione piena alle ricette di Pellegrino Artusi, amore per la tradizione e sincera passione per il gusto, il tutto reso più luminoso dagli occhi di un bambino burattino per cui il cibo ha un valore tutto speciale.<span id="more-8996"></span></p>
<p>&#8220;Le avventure di Pinocchio Storia di un burattino&#8221; e i perchè del legame con Burde:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527d1052"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=uxQJ0rNdx9w">http://www.youtube.com/watch?v=uxQJ0rNdx9w</a></p>
</div>
<p><em><strong>Capitolo II</strong> &#8211; </em><em>Maestro Ciliegia regala il pezzo di legno al suo amico Geppetto, il quale lo prende per fabbricarsi un burattino maraviglioso che sappia ballare, tirar di scherma e fare i salti mortali.</em></p>
<p>(&#8230; )Allora entrò in bottega un vecchietto tutto arzillo, il quale aveva nome Geppetto; ma i ragazzi del vicinato, quando lo volevano far montare su tutte le furie, lo chiamavano col soprannome di <strong>Polendina</strong>, a motivo della sua parrucca gialla che somigliava moltissimo alla polendina di granturco.(&#8230;)</p>
<p><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3260/3218364738_b24596f14a.jpg" alt="" width="340" height="226" /><br />
<em><strong>Capitolo VII</strong> &#8211; Geppetto torna a casa, e dà al burattino la colazione che il pover’uomo aveva portata per sé.<br />
</em>(&#8230;) Geppetto, che di tutto quel discorso arruffato aveva capito una cosa sola, cioè che il burattino<br />
sentiva morirsi dalla gran fame, tirò fuori di tasca tre pere, e porgendogliele, disse:<br />
- Queste<strong> tre pere</strong> erano per la mia colazione: ma io te le do volentieri. Mangiale, e buon pro ti<br />
faccia. -<br />
<em><strong><img class="alignright" src="http://farm6.static.flickr.com/5053/5498416712_ea4e5e69fb_m.jpg" alt="" width="130" height="196" /></strong></em>- Se volete che le mangi, fatemi il piacere di sbucciarle (&#8230;&#8230;)</p>
<p><em><strong>Capitolo XIII -</strong> L’osteria del Gambero Rosso.<br />
</em>(&#8230;) Il povero Gatto, sentendosi gravemente indisposto di stomaco, non poté  mangiare altro che trentacinque triglie con salsa di pomodoro e quattro   porzioni di <strong>trippa alla parmigiana</strong>: e perché la trippa non gli pareva condita  abbastanza, si rifece tre volte a chiedere il burro e il formaggio grattato!(&#8230;)<br />
………………….<img class="alignleft" src="http://farm6.static.flickr.com/5137/5497828031_b8734b01e0_m.jpg" alt="" width="240" height="146" /><br />
(&#8230;) La Volpe avrebbe spelluzzicato volentieri qualche cosa anche lei: ma siccome il medico le aveva ordinato una grandissima dieta, così dové contentarsi di una semplice <strong>lepre dolce e forte</strong> con un leggerissimo contorno di pollastre ingrassate e di galletti di primo canto. Dopo la lepre, si fece portare per tornagusto un <strong>cibreino</strong> di pernici, di starne, di conigli, di ranocchi, di lucertole e d’uva paradisa; e poi non volle altro. (&#8230;)</p>
<p>Ricetta e spiegazione Lepre in dolce e forte:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527d3746"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=D5wa91FJHoM">http://www.youtube.com/watch?v=D5wa91FJHoM</a></p>
</div>
<p>Approfondimento sul cibreino</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527d5e63"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=vtQ7OqNyxyI">http://www.youtube.com/watch?v=vtQ7OqNyxyI</a></p>
</div>
<p><em><strong><em>Capitolo XVI &#8211; </em></strong>La bella Bambina dai capelli turchini fa raccogliere il burattino: lo mette a letto, e chiama tre medici per sapere se sia vivo o morto</em>.</p>
<p>(&#8230;) Di lì a poco, si vide uscire dalla scuderia una bella <strong>carrozzina</strong> color dell’aria, tutta imbottita di penne di canarino e <strong>foderata nell’interno di panna montata</strong> e <strong>di crema coi savoiardi</strong>. La carrozzina era tirata da cento pariglie di topini bianchi, e il Can-barbone, seduto a cassetta, schioccava la frusta a destra e a sinistra, come un vetturino quand’ha paura di aver fatto tardi. (&#8230;)</p>
<p><img class="alignleft" src="http://farm6.static.flickr.com/5134/5497828721_c2503f8308.jpg" alt="" width="402" height="323" /></p>
<p><em>Capitolo XXIV &#8211; <strong>Pinocchio arriva all’isola delle Api industriose e ritrova la Fata.<br />
</strong></em>(&#8230;) &#8211; Se mi aiuti a portare a casa una di queste brocche d’acqua, ti darò un bel pezzo di pane. &#8211; Pinocchio guardò la brocca, e non rispose né sì né no. &#8211; E insieme col pane ti darò un bel piatto di <strong>cavolfiore condito coll’olio e coll’aceto</strong>, soggiunse la buona donna.  (&#8230;)</p>
<p><img class="alignright" src="http://farm6.static.flickr.com/5211/5498417268_44caeb5ba7_m.jpg" alt="" width="240" height="183" /></p>
<p><em>Capitolo XXXIII &#8211; <strong>Diventato un ciuchino vero, è portato a vendere, e lo compra il direttore di una compagnia di pagliacci per insegnargli a ballare e a saltare i cerchi; ma una sera azzoppisce e allora lo ricompra un altro, per far con la sua pelle un tamburo</strong>.<br />
</em>(&#8230;) - Pretenderesti, dunque, che un somaro, par tuo, lo dovessi mantenere a petti di pollo e <strong>cappone in galantina</strong>? &#8211; soggiunse il padrone arrabbiandosi sempre più e affibbiandogli una seconda frustata. (&#8230;)<br />
…………………..<br />
(&#8230;) <img class="alignleft" src="http://farm6.static.flickr.com/5054/5497821473_33affd9f90_m.jpg" alt="" width="240" height="159" />— Questo fieno non è cattivo, — poi disse dentro di sé, — ma quanto sarebbe stato meglio che avessi continuato a studiare!… A quest’ora, invece di fieno, potrei mangiare <strong>un cantuccio di</strong> <strong>pan fresco e una bella fetta di salame!…</strong> Pazienza! (&#8230;)<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.                                                                                                                                                                                                                                                                   (&#8230;) Allora prese una boccata di paglia tritata: ma in quel mentre che la masticava si dové accorgere che il sapore della paglia tritata non somigliava punto né al risotto alla  milanese né ai <strong>maccheroni alla napoletana</strong>. (&#8230;)</p>
<p><img class="alignleft" src="http://farm6.static.flickr.com/5132/5498415578_6cedc49e2a.jpg" alt="" width="447" height="296" /></p>
<p>&#8220;E se volessi avere le ricette?&#8221;</p>
<p>Ve le forniremo in futuro ma sappiate fin da ora che sono le stesse ch già indicava Pellegrino Artusi nel suo celeberrimo libro di ricette &#8220;nazionali&#8221;.</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527d856a"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XCpkjDGa_0o">http://www.youtube.com/watch?v=XCpkjDGa_0o</a></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Civiero di Selvaggina, la ricetta</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette "normali"]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette 2.0 da commentare]]></category>
		<category><![CDATA[secondo carne]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo modo di preparare la selvaggina, soprattutto da pelo, ha radici remote, talmente remote che ormai ne rimangono solo alcune eco nella cucina del nostro paese. È rimasto come civét, ma ha perso alcuni dei suoi ingredienti peculiari. Più che una ricetta è un modo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Questo  modo di preparare la selvaggina, soprattutto da pelo, ha radici remote,  talmente remote che ormai ne rimangono solo alcune eco nella cucina del  nostro paese. È rimasto come civét, ma ha perso alcuni dei suoi  ingredienti peculiari. Più che una ricetta è un modo di cottura  adattabile a carni molto strutturate.<span id="more-8394"></span><br />
Prima  dell’uso della farina+burro, per legare le salse si utilizzavano molti  più ingredienti che oggi, per pigrizia, abbiamo dimenticato. Il civiero o  civero si distingue per legare il fondo di cottura col fegato e il  sangue dell’animale stesso. Questa operazione, del tutto fattibile nei  tempi che furono, oggi ci crea qualche problema di reperibilità degli  ingredienti, anche se ci fa capire quanto sprechiamo nella macellazione.  Mettiamoci l’anima in pace e lasciamo stare il sangue, ma a questo  punto abbiamo il problema di equilibrare il gusto amaro del fegato senza  il dolce del sangue. Alcuni ricettari si distinguono riportando una  legatura con pane abbrustolito.</div>
<div>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527dfaf7"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=xYSJQRku_xU">http://www.youtube.com/watch?v=xYSJQRku_xU</a></p>
</div>
</div>
<div>Il  civiero, a rigore, dovrebbe avere come base solo cipolle e vino rosso,  ma per accentuare un po’ il dolce potremo aggiungere qualche carota e  poco sedano in sostituzione del sangue dell’animale.<br />
La  legatura del fondo con fegato oltre a dare persistenza e intensità al  piatto ci dà una mano per i problemi di intolleranza al glutine, sempre  più diffusi.</p>
<p>Ma ecco la ricetta<br />
ingredienti per circa 8 persone</p>
<ul>
<li>1500 g di selvaggina (polpa) o meglio 2000 con osso</li>
<li>3 cipolle</li>
<li>1 costa di sedano</li>
<li>2 carote</li>
<li>olio evo</li>
<li>brodo</li>
<li>pepe</li>
<li>1/4 di vino rosso buono, meglio sarebbe uno che abbia appena virato sull’aceto</li>
<li>300g di fegato di maiale (se trovate quello di selvaggina meglio!)</li>
<li>una foglia di alloro</li>
<li>una cucchiaio di bacche di ginepro</li>
<li>marinata (vino rosso + odori + un cucchiaio di zucchero)</li>
</ul>
<p>Lasciate   marinare la carne per una notte. Dopo averla scolata e asciugata,  rosolatela a fuoco vivo su tutti i lati. Toglierla dalla teglia e  tenerla in caldo. Nella stesso tegame rosolate gli odori e quando  saranno ben dorati rimetteteci la carne, bagnatela con il vino e fate  sfumare. Aggiungete il ginepro, la foglia di alloro, coprite con brodo  di carne e lasciate cuocere coperto a fuoco basso per circa 2/3 ore,  dipende dalla dimensione dei pezzi. In una teglia a parte con  po’ di  olio -potete usare anche quello che affiora nel tegame dove state  cuocendo la selvaggina-  rosolate bene il fegato fino a cottura  completa, pestatelo nel mortaio e passatelo al setaccio (o nel mixer).  Aggiungete del pepe nero macinato grosso. Unite il composto al fondo,  alzate il fuoco fino a quando la salsa risulterà densa abbastanza per  glassare i pezzi di carne.</p>
<p>Servite con erbette amare o polenta. In abbinamento vini corposi e piuttosto persistenti come i grandi SuperTuscan del Chianti Classico e Maremmani.</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il gran bollito di Burde in onore dei vini piemontesi, le ricette delle salse</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 06:52:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustacene da Burde]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette "normali"]]></category>
		<category><![CDATA[secondo carne]]></category>
		<category><![CDATA[abbinamenti]]></category>
		<category><![CDATA[barbaresco]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco una veloce  illustrazione del gran bollito delle grandi occasioni di Burde come quello servito lo scorso venerdì per l&#8217;attesa e gradita cena Barbaresco-Moscato con Albino Rocca e Ca d&#8217;Gal.  14 tipi diversi di carni tra polpa e ammnennicoli e soprattutto le salse in accompagnamento...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Ecco una veloce  illustrazione del gran bollito delle grandi occasioni di Burde come quello servito lo scorso venerdì per l&#8217;attesa e gradita cena Barbaresco-Moscato con Albino Rocca e Ca d&#8217;Gal.  14 tipi diversi di carni tra polpa e ammnennicoli e soprattutto le salse in accompagnamento che hanno fatto il loro dovere nel rendere la serata piacevole. E che hanno fatto capire a tutti quanto possa essere fantastico il nebbiolo &#8220;vero&#8221; nel suo ambiente naturale, ovvero la tavola!</div>
<div><span id="more-7585"></span>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527e6fd7"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=2QqjPDU0dq4">http://www.youtube.com/watch?v=2QqjPDU0dq4</a></p>
</div>
</div>
<div>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt;line-height: 14.25pt"><strong>Sette tagli di polpa:<br />
</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt;line-height: 14.25pt"><span>reale, costoline, muscolo di coscia, stinco, spalla, fiocco, cappello del prete</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt;line-height: 14.25pt"><strong>Sette ammenicoli:</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt;line-height: 14.25pt"><span>lingua, testina con musetto, coda, zampa, gallina, tasca, cotechino</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt;line-height: 14.25pt"><strong>Sette bagnetti:</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt;line-height: 14.25pt"><span>verde rustico, verde ricco, rosso, cugna, salsa d&#8217;avie, mostarda, savore d&#8217;agresto</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt;line-height: 14.25pt">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt;line-height: 14.25pt">Ecco alcune ricette dei &#8220;bagnetti&#8221;, si ringrazia<a href="http://www.bollitomisto.it/home.html" target="_blank"> Confraternita del Bollito</a>, <a href="http://www.terrenobili.com/blog/2009/07/bollito-misto-alla-piemontese/" target="_blank">Terre Nobil</a>i,  :</p>
<p><img class="alignright" src="http://farm5.static.flickr.com/4103/5190489803_8022a7b467_m.jpg" alt="" width="240" height="159" /></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt;line-height: 14.25pt">
<div>
<div><strong>SALSA VERDE RUSTICA</strong></div>
<div>Ingredienti:</div>
<div><em>Un mazzetto di prezzemolo</em></div>
<div><em>Due acciughe salate pulite</em></div>
<div><em>Due spicchi d’aglio</em></div>
<div><em>Un etto di mollica di pane raffermo ammollata in mezzo bicchiere di aceto di vino</em></div>
<div><em>Un decilitro di olio extravergine di oliva possibilmente ligure o del Garda</em></div>
<div><em>Sale qb.</em></div>
<div>Preparazione:</div>
<div>Tritare in un frullatore o amalgamate in un mortaio il prezzemolo, le acciughe e l’aglio, aggiungendo in ultimo la mollica di pane ammollata e il sale. Durante la preparazione unite olio fino ad ottenere la consistenza di una crema spalmabile. Per una salsa più o meno densa ridurre od aumentare la quantità di olio e di aceto.</div>
<p><img class="alignleft" src="http://farm5.static.flickr.com/4085/5190485871_1776408f67_m.jpg" alt="" width="240" height="159" /></p>
<div><strong>SALSA VERDE RICCA</strong></div>
<div>Ingredienti:</div>
<div>Un mazzetto di prezzemolo</div>
<div><em>Due acciughe salate pulite</em></div>
<div><em>Due tuorli di uovo sodo</em></div>
<div><em>Dieci capperi in aceto</em></div>
<div><em>Un etto di mollica di pane raffermo ammollata </em></div>
<div><em>Un decilitro di olio extravergine di oliva possibilmente ligure o del Garda</em></div>
<div><em>Sale qb.</em></div>
<div><em>A piacere qualche sottaceto tritato ed erbe aromatiche</em></div>
<div>Preparazione:</div>
<div>Tritare in un frullatore o amalgamate in un mortaio il prezzemolo, le acciughe, i tuorli, i capperi ed a piacere i sottaceti e le erbe aromatiche, aggiungendo in ultimo la mollica di pane ammollata e il sale. Durante la preparazione unite olio fino ad ottenere la consistenza di una crema spalmabile. Per una salsa più o meno densa ridurre od aumentare la quantità di olio.<img class="alignright" src="http://farm5.static.flickr.com/4084/5190477067_04eb719e49_m.jpg" alt="" width="240" height="159" /></div>
</div>
<div><strong>SALSA ROSSA</strong></div>
<div>Ingredienti:<em> (per 4 persone) Pomodori da sugo maturi 8, Aglio spicchi 2, Cipolla 1, Carota piccola 1, Peperoncino rosso 1, Aceto rosso cucchiaini 1, Olio d&#8217;oliva 1/2 dl, Sale</em></div>
<div>Pulite i pomodori, aglio, cipolla e carota.</div>
<div>Tritate grossolanamente i pomodori e, invece, molto finemente l&#8217;aglio, la cipolla e la carota.</div>
<div>Prendete un tegame di terracotta, metteteci metà dell&#8217;olio, unite il trito delle verdure, il peperoncino e fate rosolare leggermente.</div>
<div>Aggiungete i pomodori, l&#8217;aceto, lo zucchero e salate. Fate cuocere, a fuocomolto dolce, per almeno tre ore.</div>
<div>Passate la salsa al setaccio oppure frullatela. Assaggiate e aggiustate di sale, se necessario. Aggiungete l&#8217;altra metà dell&#8217;olio e mescolate bene.</div>
<div>
<div><strong>SALSA DI MOSTO O CUGNA’<img class="alignleft" src="http://farm5.static.flickr.com/4153/5191040615_e5e1c302c7_m.jpg" alt="" width="240" height="159" /><br />
</strong></div>
<div>Ingredienti:</div>
<div><em>5 litri di dolcetto</em></div>
<div><em>50 grammi di gherigli di noci</em></div>
<div><em>50 grammi di nocciole pulite</em></div>
<div><em>1 etto di mele cotogne</em></div>
<div><em>1 etto di pere Martin Sec</em></div>
<div><em>Scorza di limone</em></div>
<div>Preparazione:</div>
<div>Fate bollire il dolcetto a fuoco lento finché si riduce a circa due terzi. Aggiungete la pere e le mele pulite e a pezzi grossi. Continuate la cottura per cinque o sei ore e alla fine aggiungete la noci e le nocciole tritate e tostate.  La salsa deve risultare in ogni caso ben soda e lucida.</div>
<div>Versare a caldo nei vasetti per conservarla.</div>
<div><strong>SALSA AL MIELE</strong></div>
<div>Ingredienti:</div>
<p><img class="alignright" src="http://farm5.static.flickr.com/4086/5190465797_680751ec4f_m.jpg" alt="" width="240" height="159" /></p>
<div><em>125 grammi di Miele Millefiori</em></div>
<div><em>50 grammi di gherigli di noci</em></div>
<div><em>Un cucchiaino di senape in polvere</em></div>
<div><em>Un cucchiaino di aceto di vino</em></div>
<div><em>Un cucchiaio di brodo</em></div>
<div>Preparazione:</div>
<div>Tritate finemente i gherigli di noci. A parte diluite la senape nell’aceto e nel brodo caldo e amalgamate il tutto. Scaldate a bagnomaria il miele, versatelo sui gherigli aggiungendo subito la soluzione di senape  continuando a mescolare. Lasciar riposare prima di servire.</div>
<div>
<div><strong>MOSTARDA DI FRUTTA DI CREMONA</strong></div>
<div>Ingredienti:</div>
<div><em>Due kg di frutta mista (albicocche, ciliegie, pere, mele, mandarini, pesche)</em></div>
<div><em>sana ma  non troppo matura, tagliata  a pezzettini all’incirca della stessa grandezza.</em></div>
<div><em>Un kg di zucchero</em></div>
<div><em>70 gr di senape bianca in polvere</em></div>
<div>Preparazione:</div>
<div>Mettete i pezzi di frutta &#8211; tranne le ciliegie &#8211; in un recipiente con lo zucchero e lasciateli in infusione per 24 ore.</div>
<div>Scolateli, fate bollire per mezz’ora il liquido di infusione e versatelo bollente sulla frutta.</div>
<div>Coprite con un telo di lino e lasciate riposare per altre 24 ore.</div>
<div>Ripetete il procedimento tre volte.</div>
<div>L’ultimo giorno, quando lo sciroppo di zucchero bolle si aggiungono le ciliegie.</div>
<div>La caramellatura varia a seconda delle abitudini familiari.</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Francesina, ricetta del lesso rifatto con le cipolle da Burde</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 08:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo gori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi non è lunedì ma diciamo è come se  lo fosse visto che ripartiamo dopo un po&#8217; di feste. Ecco che presentiamo come ogni lunedì, appunto, il &#8220;lesso rifatto con le cipolle&#8221; detto FRANCESINA per motivi vari ma ancora non del tutto chiariti. Di sicuro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi non è lunedì ma diciamo è come se  lo fosse visto che ripartiamo dopo un po&#8217; di feste. Ecco che presentiamo come ogni lunedì, appunto, il &#8220;lesso rifatto con le cipolle&#8221; detto FRANCESINA per motivi vari ma ancora non del tutto chiariti. Di sicuro lo sconsigliamo a chi non ama alla follia le cipolle&#8230;mentre chi, come molti francesi, va matto per questo ortaggio, ha un &#8220;comfort food&#8221; mica da poco qui da noi!<span id="more-6388"></span></p>
<p>Ingredienti (6 persone)</p>
<p>lesso avanzato circa 1 kg.<br />
tante cipolle rosse, meglio se di Certaldo, 2kg<br />
conserva di pomodoro un cucchiaio raso<br />
olio extravergine d’oliva, sale, pepe</p>
<p>Pulire e tagliare a fette sottili per il lungo, ricordatevi di non rompere mai le fibre, una bella quantità di cipolle e farle appassire con un po’ d’acqua in un tegame dove non ci sia il rischio che attacchino, coperte,  per una mezz’oretta. Quando saranno ben appassite aggiungere un po’ d’olio extravergine d’oliva e  un cucchiaio di conserva, del brodo di carne, il lesso tagliato a fette, aggiustare di sale e pepare. Quando si sarà ben ritirata servirla calda.</p>
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		<title>Capriolo in umido con salsa alla Mirra: la ricetta</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 11:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Burde Web TV!]]></category>
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		<description><![CDATA[In un bicchiere rosso granato uscito fuori da una polverosa bottiglia di sagrantino ho trovato un profumo di giorni di festa: la mirra. Quando con Marco abbiamo deciso di organizzare una serata con i suoi Sagrantino mi sono messo a cercare un modo di fare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://farm3.static.flickr.com/2802/4129652586_753e7831e0.jpg" alt="" width="403" height="267" />In un bicchiere rosso granato uscito fuori da una polverosa bottiglia di sagrantino ho trovato un profumo di giorni di festa: la mirra. Quando con <a href="http://www.arnaldocaprai.it/" target="_blank">Marco </a>abbiamo deciso di organizzare una serata con i suoi Sagrantino mi sono messo a cercare un modo di fare una qualsiasi cosa alla mirra: il terzo dono dei re Magi, il più misterioso e gravoso. Mirra sta per amaro, come amara avrebbe dovuto essere la fine del Re dei Re e il suo gusto è veramente amaro  e questo in cucina è un grosso problema. Ecco perché il capriolo, la cui carne è estremamente dolce.<span id="more-3395"></span></p>
<p>Prendete tagli di scarto di capriolo, fatte un soffritto con gli odori, rosolate la carne e sfumate con abbondate vino rosso (al contrario di come si fa di solito, scegliere un vino di corpo, ma poco tannico). Di solito la cacciagione si sposa con alloro e ginepro, ma per questa volta limitatevi a poche bacche di ginepro. Cocete a fuoco bassissimo per 3 ore. Prendete parte del fondo di cottura allungatelo con brodo e addensate con fecola di patate o farina. aggiungete una punta di cucchiaino da caffè di mirra passata al mortaio e aceto di mele. Aggiustate la salsa di sale e stemprate l’amaro con dello zucchero di canna. Io vi consiglio di servire la salsa separatamente in modo che ogni commensale possa decidere da sola quanta utilizzarne.</p>
<p>Gli <strong>ingredienti </strong>(8 persone)</p>
<p>Per il capriolo in umido</p>
<p>1.5 kg di capriolo</p>
<p>2 cipolle, 2 carote 2 coste di sedano</p>
<p>100g di lardo</p>
<p>250 ml di vino rosso</p>
<p>olio extravergine di oliva</p>
<p>sale e pepe</p>
<p>Per la <strong>salsa</strong></p>
<p>due ramaioli del fondo di cottura</p>
<p>200 ml. di brodo di carne</p>
<p>1 cucchiaio di fecola di patate</p>
<p>due cucchiai aceto di mele</p>
<p>due cucchiai di zucchero di canna</p>
<p>un pizzico di Mirra</p>
<p>ed ecco il video di spiegazione:</p>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4f36e527f0c10"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=DrjPrBEApoA">http://www.youtube.com/watch?v=DrjPrBEApoA</a></p>
</div>
<p>In particolare, l&#8217;abbinamento che abbiamo usato in sala è stato con Collepiano Sagrantino Montefalco  2006</p>
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