Debutto ieri sera alle 22:30 sul main stage di Degustibooks dell’esperimento di fondere musica techno, dj performance e degustazione di cibo e vino…Un’idea bislacca ma solo in apparenza, se calata nel giusto contesto. Ieri è mancata un poco di collaborazione del tecnico luci e un poco di coraggio nell’andare fino in fondo all’esperimento ma abbiamo fatto abbastanza per capire che ci può essere un futuro all’iniziativa. La ricetta è semplice…. mettere insieme un deejay preciso e con il senso della parola e del cibo come Tulllio Conforti (con un passato da critico enogastromico di ristoranti), un giornalista multitalento come Leonardo ROmanelli e un sommelier come l’indegno sottoscritto…
Ecco l’intro “Afrodisiaca” della serata…
Qui la versione techno della degustazione del Cristal 04 che tanto piacque a Jean Baptiste Lecaillon:
Ed infine un’atipica degustazione del Poggio ai Chiari 2004 tratta da Appunti diGola:








bell’iniziativa… sarebbe interessante provare, più che con la techno, con un tipo di musica “adattabile” alla molteplicità ed alla complessità degli odori e dei sapori del vino… penso alle cose più interessanti del dubstep londinese (burial, james blake, ramadanman etc.) o all’elettronica di artisti come four tet e jamie xx… può sembrare uno strano accostamento, ma la ricerca dei suoni, la complessità delle frequenze ed il coinvolgimento emotivo dell’ascoltatore sono molto più vicini alla degustazione di un buon vino che alla vodka/redbull che scorre a fiumi nei club
giro la tua proposta al nostro deejay…cmq la scelta techno era per portare più facilmente al ballo le persone…in effetti altre sonorità sono ancora più adatte, siamo d’accordo!