Non saprei come altro definire la mia piccola partecipazione al libro di Massimo Carraro, dal nome appunto tipico da salumieri o gastronomi “Un etto di marketing (è un etto e mezzo, lascio)?”. Compaio con una intervista in cui discuto del mio caso (clinico?) di sommelier informatico e soprattutto come questo abbia contribuito al business della Trattoria di famiglia, da Burde, appunto. E il resto del libro?Parla ovviamente di altri casi (mobilifici, produttori di scarpe e altri molto variegati) legati all’imprenditoria classica che hanno avuto un approccio aperto e dinamico alla rete 2.0, ai social network e in genere a quello che va sotto il nome di Marketing dell’ascolto. Ho conosciuto Massimo tramite Antonio Tombolini e da allora lo leggo sempre , sia perchè da sempre appassionato di marketing sia perchè gli spunti, le trovate e i casi di cui tratta sul suo blog sono sempre utili (ora o in futuro…). Ovviamente il libro ve lo consiglio ma ancora meglio, seguitelo per qualche giorno sul suo blog e vi accorgerete di che tipo è!
E intanto, appunto, ecco il mio piccolo contributo nel libro.







Mi sembra una gran bella cosa, complimenti! Andrò a cercarmi il libro.
grazie andrea per la tua disponibilità e l’ispirazione che dai a tutti con il tuo lavoro.
penso che i casi di “trattoria marketing” valgano tanto quanto quelli delle grandi multinazionali (con la differenza che si parla quasi sempre solo di questi).
alla salute!
max
ps- dimenticavo, grazie anche a simone e zeta! se mi lasciata traccia su http://ohmymarketing.wordpress.com/unettodimarketing vi avviso!
(…vi avviso quando esce il libro)
Mooolto interessante