Non si può portare il bambino all’asilo in bicicletta senza litigare con tutti
Scusate il tono e il post da babbo frustrato ma sono circa due mesi che sto cercando di fare una cosa che credevo semplicissima: fare accettare ai responsabili dell’asilo dove porto mio figlio “grande” (4 anni e mezzo) il fatto che lui la mattina venga a scuola in bicicletta (già senza rotelline, orgoglio di babbo) e che possa lasciarla a scuola da qualche parte.
Sembra facile? No, e vi spiego.Innanzittuto “gli altri bambini possono vederla e vogliono giocarci“, ok, basterebbe dirgli di NOe comunque adesso la bici la allucchetto ad un cancello quindi non ci giocano.
“Si però se permettiamo a lui di portarla allora lo possono fare tutti, non potrebbe fare come tutti i genitori normali (cit.) e portarlo in auto?”. Manco per sogno, a parte il fatto che non mi pare tanto “normale” che genitori che abitano a 200 metri dall’asilo tirino fuori il Cayenne per portare il figlio a scuola ingolfando la strada davanti ma si è anormali se si vuole usare la bicicletta a Firenze? o in Italia?
E non potrebbe semplicemente la scuola dotarsi di una rastrelliera dove chiunque voglia abbia la possibilità di legare la bici del figlio e riprenderla per tornare a casa? E’ così scandaloso educare i figli ad usare la macchina il meno possibile, soprattutto quando non è stettamente necessario?
Passi poi che la cosa possa dar fastidio ai responsabili dell’asilo ma che siano gli altri genitori a dire “eh ma sempre i soliti privilegiati voi” ecco questo mi pare una cosa davvero preoccupante.
Ma forse a forza di frequentare Olanda e Germania, ho visto davvero un altro mondo.



Purtroppo che tra gli altri genitori ci sia gente che tu di tuo non frequenteresti fa parte dei fatti della vita.
Ma è la direzione dell’asilo che non capisco e non giustifico e si, una rastrelliera fa pure parte degli arredi scolastici minimi. E se non lo fanno loro, lo potrebbe fare il comune.
Andrea, questa secondo me è la cosa per cui fare casino proprio per puro e semplice spirito civico. Inutile che i comuni ogni due per tre tirino fuori piani ed aria fritta per rendere vivibili le città d’arte, proprio un posto come Firenze dovrebbe incentivarle certe cose, che cavolo, con tutti i soldi che gli porta il turismo.
O vuole fare la fine di Venezia, con gli autoctoni costretti ad andarsene perché è diventata una città invivibile per le famiglie e ad esclusivo uso turistico/commerciale?
Insomma, sto alargando il discorso, d’altronde gli scazzi tra guelfi e ghibellini che abbiamo studiato tutti, ti dicono che certe cose sono un po’ nel DNA degli italiani, che una cosa semplice e di utilità comune, ma non ancora fatta dal branco, va bollata come un privilegio intollerabile. Adesso ci manca solo che ti diano dell’intellettuale elitario di sinistra e poi la misura è colma.
Non mollare, noi siamo con te.