Alla cena, su questo tavolo quasi sospeso nel vuoto, bellissimo a dire la verità, non eravamo stati invitati, però la festa con champagne a fiumi (letteralmente, mai visto champagne versato con questo ritmo) non potevamo perdercela.
Piove a Milano come sempre ma dentro l’atmosfera è perfetta (sbirciate le foto), il dress code “black tie, mask and flowers” viene presa sul serio e gli ostiti “selezionatissimi” si adeguano e sfilano Nancy Brilli, Giorgio Pasotti (sì, sta ancora con la Romanoff, c’era pure lei), Valentina CErvi e diversi altri cognomi importanti come La Russa (junior), Mondadori, Monti (sì, l’editore) perchè c’era non solo da degustare in anteprima la cuvèe Belle Epoque ma anche il libro “The art of Vintage” di Electa Mondadori.Ovviamente gli aspetti importanti per noi erano ben altri, anche se dopo un ingresso così era difficile rimanere indifferenti:
per esempio sapere cosa ne pensavano Antonio Paolini del Messaggero e Marco Sabellico del Gambero Rosso della cena e delle esclusive cuvèe che avevano assaggiato con Hervè Deschamps, settimo chef de cave della maison nella sua storia, si vocifera un immenso 1985, gli crediamo sulla parola…:
Leonardo Romanelli non c’era e quindi Alessandro Borghese che aveva nel pomeriggio cucinato per Di Pietro, presente con la splendida e bionda moglie, manda un saluto particolare:
Ed infine l’attesa valutazione sulla moda della serata, dalla nostra inviata speciale Francesca:
Ah vorreste poi sapere come erano i vini? Se siete arrivati fin qui vi meritate di leggerlo!

La Belle Epoque 2002 “bianca” era praticamente ingiudicabile, però ci proviamo… Rocciosa e nocciolata come nei migliori anni con una progressione imponente di fiori e frutta ancora tutta da distendersi. Naso già pieno, agrumato e speziatissimo, con barlumi di pompelmo e nocelle. Bocca durissima, come d’obbligo, ma già si percepisce l’estratto e la struttura destinate a grandi meraviglie. E già in questa serata si lasciava, nonostante tutto, bere benissimo.

Stupore e una delle migliori bevute della mia vita di bollicine la la Rosè 2002 che abbiamo preso di nascosto dal tavolo VIP, un capolavoro di melograno, rosa e fragole su tappeto di spezie da far tremare i polsi.Sul serio, difficile smettere di berla tanto è mirabile l’equilibrio delle sue parti e il continuo gioco acido sapido dolce fruttato che riesce a creare ad ogni sorso.
Solida, affidabile e sempre di riferimento il Grand Brut, piacevole immediata e ricca come gli anemoni che campeggiavano ovunque in sala.
Bello imponente ma curioso e quasi appassionante da leggere (e sbirciare) il libro The Art of Vintage con una serie di foto e ricordi d’epoca che si intrecciano anno per anno con le cuvèe della maison (testi di Sutcliffe): non solo il classico libro da sfoggiare in salotto…
Tutto in una notte, breve e intenso, e ogni dettaglio a suo posto (sotto vedete il lavandino nella toilette…ehm), proprio come le migliori cuvèe…









E’ tornata la bellissima e gustosa Milano da bere degli anni ’80, peccato alla cerimonia mancasse solo Bettino con il suo codazzo di nani e copogruppi.
Francesca non si discute, ma le hanno dato la spuma nel bicchiere della nutella, quello con gatto Silvestro e Titti o i super eroi?
Quella spuma per vederne le bollicine attraverso quel bicchiere, deve avere le bolle come la gassosa della Guizza.
guarda andrea tutto si può dire tranne che nei bicchieri ci fosse spuma…è che ovviamente se ti servono il Grand Brut DOPO il Belle Epoque il confronto è impietoso!
E i bicchieri erano strepitosi, per quanto ostacolassero la visione del vino ma non era il momento e il luogo
la prossima volta ti ci porto!!!
Lo vedi andrea che poi io e il gori non siamo poi tanto lontani da te? uno dei commenti che abbiamo fatto subito è che c’era un clima un po’ da Prima Repubblica. No, non temere, io a Milano ci vivo, queste sono le eccezioni non la regola. Anche qui il clima è plumbeo. Per questo, non è poi male ogni tanto partecipare a questi eventi. Io mi sono divertita. E La Belle Epoque è strepitosa.
Confermo anche il fiume di champagne, così a fiume che mi sono concessa il lusso di versarmelo addosso – involontariamente – più volte
Si si …la prox volta ti portiamo con noi!!!
Per spuma intendo tutto quello che si muove, mussa e brilla, indipendentemente dalla qualità.
Figuriamoci se fra tanto silicone servivano la selezione del Penny a 1,20 a boccia.
Sarebbe sembrato artefatto.
C’era certo di meglio che guardare i bicchieri, anche perchè sembravano quelli per il barattolino Sammontana.
Io in un posto del genere?
A tuo rischio e pericolo!!!
Francesca, sei arrivata mentre scrivevo e non ti avevo vista.
C’è il rischio che fra tante teste…….coronate si finisca a fare bruschette con olio e aglio e fagioli e salsicce.
Lasciagli il loro caviale del Volga, ai poverelli le delizie vere della vita.
Mi sa che a quella serata mancava solo De Michelis, il ministro John Travolta.
Non bisogna mica risalire a De Michelis per trovare un politico ballerino…
Spezzo una lancia a favore della serata. Vip a parte, la gente presente era carina e non molesta. E quasi tutti sono tornata a casa in taxi
E’ colpa della crisi, non far vedere ai comuni mortali che la vipperia spende, spande e se ne frega.
Hai presente il rumore del mare?
Se ho presente il rumore del mare?
io ho la bocca sempre salata. Sono nata a Napoli
Si intende di rumore del mare nelle orecchie, non nel palato.
E il rumore del mare è preferibile a qualsiasi spuma brillante,siliconata, vippata, innestata di vanvera…………… preferisco il rumore del mare.
Una contorzione da una poesia di Buzzati.
Beh ho avuto la fortuna di provarlo il belle epoque P-J rappresenta proprio il suo nome per stile e gusto. Poi se gli ospiti non erano all’altezza questo non lo so
Andrea , la mia era una considerazione traslata, non da prendere alla lettera. Avere la bocca sempre salata significa esseci nata a mare. Quindi come puoi dimenticarne il rumore…..