Capitano telefonate , anche parecchie, che dicono “Possiamo fissare un appuntamento così ti faccio assaggiare il mio vino così mi dici com’è“. Invece di far passare giorni, cerco di fissare il prima possibile e anche con Bertrand Habsiger, originario dell’Alsazia, quasi stupito di tanta disponibilità. L’incontro è di quelli che ti scaldano il cuore visto che anche Bertrand è sommelier, o meglio lo è stato per anni nei migliori ristoranti di Francia, per poi decidere di piantare tutto e di farlo, il vino, invece di comprarlo e venderlo.
E oltretutto in una zona non proprio vocatissima e famosa come Montevarchi.Scelta di vita forte ma rigorosa, così come la scelta del tipo di agricoltura, biologica e di vinificazione, biodinamica, solo cemento e legno quindi. Altre varietà in azienda ma solo il Sangiovese viene usato per i due prodotti aziendali. Una con etcihetta semplice e diretta, ma a suo modo affascinante, e l’altra, senza…
Aperte quasi subito, una settimana dopo la visita, davvero una bella (anzi due) sorpresa:
Poggio Cuccule Caspri igt 2006 (senza etichetta, esaurito)
Legno antiquario cannella mora frutta bosco rabarbaro tabacco cipria anice cioccolato, un non so che di Sagrantino e di floreale di Nebbiolo. Bocca piena ma elegante, acidità viva tannino vispo alcol presente, quasi in equilibrio tanto è ricco, complesso ma allo stesso tempo bevibilissimo e piacevole, a tavola così come a cena. Un piccolo capolavoro, ovviamente stra-esaurito (forse ne ha ancora una bottiglia, che rappresenta lo storico aziendale mi pare di aver capito…;-))
21 € in cantina

Rosso di Caspri 2007
Porpora bellissimo lampone mirtillo rosso cipria , quasi morbido alcol leggero ricompreso nella materia consistente , tannino perfetto , grandissima serbevolezza e bevibilitá. Nel retrogusto cuoio finale e ciliegia , finale fruttato e pieno, un piccolo grande vino.
10 € in cantina







Montevarchi è in provincia de Erezzo, zona non particolarmente fortunata per il vino e per il Sangiovese.
corretto arezzo, e hai ragione sul fatto che ad arezzo in genere non rende bene ma questo devi provarlo!!!
E’ la zoma di Montevarchi Terranuova non molto vocata però ci sono alcune posizioni che danno dei gran bei vini e dei sangiovesi profumatissimi.
ma se e’ venuto lui a presentarsi a osteria tornabuoni e c’ero pure io…ma che racconti……!!!!!
poi le altre varieta’ le ha piantate in azienda….e….. non le usa…?…..ah… gia’ adesso tutti sangiovese cemento legni grandi biologici biodinamici,il merlot che schifo….ecc….ecc……ecc………
tu c’eri quando raccontavo la cosa a cristiano, bertrand ed io ci siamo sentiti per telefono un mese prima, oh ma sempre malfidato, eh?
eppoi con le altre varietà ci fa altre due etichette, sei curioso di sentirle?
concordo in pieno il vino Caspri poggio Cuccule è meraviglioso, cosi come il rosso, ma la fattoria di Capri è in una zona abbastanza vocata anche se in Montevarchi (Ar).
In questa zona ci sono vicini di tutto rispetto.Ma Beltrad è speciale
Cristiano che ne pensa? di Questi vini?
quali sono vicini di tutto rispetto petrolo,….con consulente ferrini….???…………..e……non tirate in ballo ws per favore una cosa e’ il vino buono e una cosa e’ venderlo ws fa vendere il vino…..e basta!
il torrione dovrebbe essere 100% sangiovese lo avete assaggiato il 2006…????
Io non tiro in ballo Ws perchè bevo sia il torrione che poggio cuccule e ti posso garantire che bere Poggio Cuccule oltre a una bella esperienza per il palato è bellissimo non stare male dopo, ma forse tu non conosci la biodinamica, o non hai degustato, anzi bevuto il poggio coccule.
La mia voleva solo essre una puntualizzazione sul terroir diquesta zona che è di tutto rispetto oltre al torrione e al Galatrona orgogliosa che ci siano.
@ Romina
il vino biodinamico non fà girare la testa dopo averlo bevuto?
Fà girare qualche cos’altro per le bischerate collegate e per le viti stente che patiscono come bestie il caldo e la siccità nei terreni aridi e non lavorati.
Assaggi, giudichi e non si faccia condizionare dalle mode e dai vinai in vena di stupire con Cristo che è morto dal freddo.
Caro Andrea
Io non credo che Cristo sia morto dal freddo e creda non vado neanche dietro alle mode del mondo vino, le posso soltanto garantire che le vigne di cui stiamo parlando non sono aride e stente anzi è stato riequilibrato il terreno prima di fare i nuovi impianti, e rispettato le vigne vecchie cercando di ri energizzare. Quando bevi un vino che non ha solfiti o una percentuale bassisima non sono io a dire che non sto male ma il mio fisico, bere vino deve essre per primo un piacere ,ma quando bevi un vino dove la chimica ne fa un tripudio di sensazioni credo che per me non sia corretto.
Poi prima di generalizzare bisognerebbe conoscere quanti sforzi stanno dietro a chi porta avanti questo tipo di lavoro e di filosofia.
In tutti i settori Siamo davanti a due possibilità Es. Essere per sempre giovani e belli ricorrendo a qualsiasi espediente o curarsi rispettando il prorio fisico che risponde restando piacete.
Perchè se un vino biodinamico raggiunge buoni livelli il mondo vino storce il naso? ….è un risultato scomodo per chi vive di chimica ….oh non possiamo più giustificare certi prezzi???
Romina, quanto acido ascorbico ha bevuto in un bicchiere di vino biodinamico?
Conosco il marketing che sta dietro alla promozione delle aziende che fanno biodinamica, vedo le vigne, vedo l’uva.
Vedo i prezzi dell’uva e dello sfuso e non ho vogllia di aggiungere altro.
Si vede che i produttori o seguaci biodinamici sono dei mecentati e non degli imprenditori.
Conosco Beltrad, ho vistitato l’azienda, vendo il suo vino, magari potrei non essere troppo imparziale ma vorrei commentare sia Cuccole che Rosso di Caspri se mi è possibile. La scelta biodinamica è un qualcosa che richiede senza dubbio coraggio per tanti motivi: costi, acceso dibattimento divergente come anche qui leggo, difficoltà alla vendita.
Sui costi posso dire, che come dice Romina è utile avere prezzi alla vendita così bassi nonostante che ad es. il riequilibrio dei terreni richieda dai 3 ai 5 anni improduttivi, se non di più, prima dell’impianto. Quanto poi all’aridità dei terreni non è certo un punto di svantaggio assoluto potendo giocare con portinnesti di maggiore vigorosità e più ampio angolo di penetrazione del radicante alla marza.
Non credo che in generale il metodo biodinamico preveda terreni scarsamente lavorati, nelle vigne che ho visitato il sotto filare era periodicamente smosso a mano e solo l’interfialre era lasciato all’inerbimento controllato. Non posso dire che il fatto che sia stato lo stesso produttore a presentarsi direttamente, sia di per sé indice di scarsa qualità, del resto molti lo fanno, Brancatelli ad es. e credo che la qualità dei suoi vini non possa essere discussa.
Perché dobbiamo ridurre la biodinamicità, al solo fatto che faccia venire o meno il mal di testa per l’uso dei solfiti. Biodinamico è oltre questo. Non ci sono vini biodinamici o non biodinamici, semplicemente ci sono vini fatti bene ed altri fatti male. I vini di Caspri sono fatti con un metodo che certo può non essere condiviso, ma certo non sono fatti con leggerezza o superficialità. La prova al bicchiere lo dimostra: ho fatto assaggiare qst vini ai miei clienti, confrontandoli sul banco con altri vini similari perchè credo che se non assaggiati i vini di Beltrad possano alla sola presentazione della bottiglia uscirne penalizzati. (e Beltrad sa i motivi di qst mia convinzione perché ne abbiamo parlato). Ebbene ho venduto 24 botiglie in 48 ore, tanto che lo stesso Beltrad passando due giorni dopo la consegna si è stupito degli scaffali vuoti credendo che non volessi mettere in esposizione il suo vino.
Ciao a tutti
cominciamo dall’inizio…….
la biodinamica come il biologioc e’ SOLO una scelta personale e etica NON aggiunge nulla al terroir…..ovvero se lavori in una zona sfigata quella zone rimane sfigata anche se sei bio….e il vino sara’ sembre di scarso livello la favoletta bio ha rotto i coglioni e ringraziando il cielo i consumatori se ne stanno sempre piu’ accorgendo……
poi steiner era astemio riteneva l’acool veleno…..quindi adateci piano con parlere di vino biodinamico…….
poi stenier non ha inventato un cazzo….andate e rivedervi le pratiche di vigna e di cantina di 70 anni fa…nemmeno poi tantissimi infondo…..ebbene si lavorava la vigna con gli animali si concimava con la pollina e lo stallatico non si diserbava….solo rame e zolfo…si potava con la luna……..che cazzo ha inventato steiner..??c’e’ una SOSTANZIALE…differenza 70 anni fa la nostra povera piantina doveva produrre uva per il padrone per il fattore per il sottofattore per il terz’omo……in cantina idem……zero tecnologia zero bisolfito non si diraspava non c’era il concetto di pulizie e di tecnologia……pero’ zero lieviti zero controllo della temperatura zero inoculo di batteri zero filtrazioni e zero polverine…..anche qui si travasava e si imbottigliava con la luna…….
ora io dico che ben venga il bio per l’ambiente e’ tutto riguadagnato ma…..se viene fatto in un ottica assolutamente personale e NON COMMERCIALE……ho una carissima amica…ci sentiamo spesso…..biodinamica forse una dei migliori in Toscana….Stella di Campalto…bene lei lavora in un territorio straordinario……se adottasse metodi convezionali il suo sarebbe sempre un grandissimo vino…….
siete mai stati da Soldera…???….lui si che e’ davvero iperbiologico…..ma provate a chiedergli che cosa pensa del teatrino del vino bio in Italia…..lui adotta questa agricoltura,la sua,e’ bio,e’ per lui,lo sa lui,gli basta, e i vini che produce parlano da soli……
Ma perchè lei, Andrea è cosi prevenuto nei confronti di questo vino?
Io conoscosco il vino e conosco le sue problematiche che penso essere derivate da tanta chiusura da tanti sbagli di marketing …… e da persone che spesso vogliono soltanto guadagnare ,Aziende che seriamente lavorano non possono parlare cosi ; realtà come quella della fattoria di Caspri deve essere premiata, biodinamica o no. Proviamo a Garantire un certo tipo di qualità anche per altre realtà vinicole senza essere alla mercè del prezzo più basso e spiegare che un buon vino deve essere venduto a un certo prezzo e vediamo chi è premiato.
@ Romina
Non sono assolutamente prevenuto con questo vino, mi mette in bocca cose che non ho detto.
Magari dopo che l’ho assaggiato può anche piacermi.
Condivido il pensiero di Michele e ricordo che il biodinamico fa bene a chi lo pratica, ai fini dei vino finale se un vino è fatto bene o con i piedi, poco cambia.
Se poi la qualità e il valore aggiunto del vino biodinamico ritenete sia andare a zappare a mano le viti, vi lascio volentieri questo onore.
Io ho già dato, e il vino sarebbe venuto buono anche se si fosse usato un rasentatore al posto della zappa.
Lei Michele ,Lasciando da parte Steiner,pensa davvero che per fare un ottimo vino bisogna ,diraspare, usare lieviti starter,polverine e filtrazioni…?
E perchè un ottimo prodotto fatto senza queste cose non deve essre commerciale? vede che è lei chiuso al mercato?………
L’importante a mio avviso rimane la qualità se poi questa ha un giusto prezzo (sia per chi compra che per chi produce) perchè non andare in questa direzione.
Dica la verità questa è una realtà troppo scomoda, altro che terroir non vocato ho scarsa qualità.
Ci sta che tutti i biodinamici non siamo buoni cosi come tutti i vini prodotti non hanno la stessa qualità, ma se questi sono eccellenti pechè non riconoscerli il merito?………..
Ben per lei che il suo vino sia venuto buono comunque ; assaggi Poggio Cuccule e poi potremmo parlare dello stesso argomento.
Per me produrre vino non è cosi semplice come per lei se vuole mi può insegnare cosi in annate come questa potremmo essere tutti più contenti di aver lavorato cosi duramentesenza avere i giusti guadagni.
@ Romina
ci vada lei a spaccarsi la schiena con la zappa sotto il sole, poi si ragiona di qualità della vita e del vino e capirà che almeno in vigna la tecnologia, anche se si chiama solo trattore o estirpatore è meglio delle lune.
In un’annata come questa, con gli scotti di sole, la siccità e il vento, provi a fare un massaggino ad ogni acino per vedere se matura meglio.
Sa che conferma quanto detto fino ad ora.
Io ci vado in vigna a spaccarmi la schiena e non sono biodinamica,ma vedendo certe realtà mi sorgono “spontanee” alcune domande alcuni perchè e come vede non è facile rispondere.
La storia ci insegna che ogni idea diversa viene osteggiata e più è semplice e più è dirompente pensi agli Impressionisti che non venivano considerati neache pittori dai neoclassici.
nella sua risposta leggo molta arroganza soltanto per un idea diversa oltre tutto forse non è prorio al corrente che anche i biodinamici hanno il trattore.
Comunque non importa persare per forza la stessa cosa lei sarà Canova ed io sarò Renoir.
Discorso chiuso per me.
Dalle sue parole sembrava che lei avesse la luce e fosse illuminata nel giusto cammino e il resto fossero bischeri che non potevano capire il nuovo verbo dell’uva senza bisolfito.
Io non osteggio nessuna nuova idea, mi diverto a farlo solo quando sento un pò di bischerate.
scusate se dico la mia dal punto di vista di chi il vino lo deve vendere. Che siano pagliacciate esoteriche buone solo per il marketing o profonde verità riscoperte, al tavolo l’idea del biodinamico per ora funziona e soprattutto funziona perchè la gente comincia a farsi delle domande su come veramente viene fatto il vino dopo anni dove contavano solo i mesi in barrique e la cupezza del colore. Quindi se si torna a parlare con i clienti di inerbimento, di concimi e di altro legato alla terra è un fatto positivo. Che alla lunga (ma anche alla media) porterà benefici anche a chi magari biodinamico lo è da tempo ma non lo sbandiera ai quattro venti facendo finta di aver fatto la scoperta del secolo…
Tutto quello che può far vendere funziona.
Questi hanno dato il nome di biodinamico all’agricoltura che faceva il mì nonno e sembra abbiano scoperto chissà cosa.
Hanno scoperto qualcosa che si è sempre fatto, ma hanno avuto la birbata di battezzare un movimento teorico.
Comunque che per fare il vino buono ci voglia la zappa invece del trattore, mi è rimasta impressa.
Andate al reparto di neurochirurgia di qualsiasi ospedale per sentire i pareri.
Hanno parlato viticultori, hanno parlato venditori. Se permettete dico la mia, da giornalista.
La biodinamica sta all’agricoltura come la fine di Lehman Brothers sta alla crisi finanziaria.In quest’ultimo caso tutti si sono accorti di una cosa ovvia: che bisogna esercitare un controllo più serrato sulle banche. La biodinamica, il biologico , steiner &C possono servire a una maggiore sensibilità, a un risveglio delle coscienze, soprattutto da parte dei consumatori che si abitueranno a un occhio – e a una bocca – più critici su quello che acquistano
A me non pare male come cosa.
@ Andrea, trovo molto raziocinio, ma poco ragionamento nelle tue constatazioni. Se fosse una questione di Zappa o METAbisolfito avresti buon gioco a parlare di Marketing spicciolo delle aziende Bio; dimentichi tuttavia i trattamenti in vigna. Da una parte troviamo prodotti di sintesi diserbanti e pesticidi dall’altra no.Che sia una scelta di testa, di cuore o di Marketing, è realtà incortrovertibile.
ma Santo il Signore……
Simone sai benissimo che con un ottima cura del vigneto…..in una zona assolutamente vocata….in annate come questa che non sara’ mitica ma nemmeno una ciofeca…… trattare con rame e zolfo….non e’ una cosa impossibile anzi e’ piu’ semplice di quanto si pensi……..e’ questo che mi fa incazzare…. dei biolodinamici dell’ultima ora……pensano di essere degli eroi temerari quando non c’e’ assolutamente nulla di nuovo o di temerario io credo che con un ottima gestione del verde e una centralina meteorologica….che ti dice i picchi di umidita’ puoi tranquillamente ridurre drasticamente l’uso del rame e del numero dei trattamenti…..perche’ non e’ che a dare kilate di rame alla terra,anche se e’ ammesso in agricoltura bio….sia un bene……e guarda che il protocollo bio amette…. mica poco ben 5 kg l’anno…….di rame…. questo i consumatori non lo sanno e chi scrive e fa il mestiere di critico dovrebbe ANCHE dire….ma qui ho i miei dubbi……..
In un’annata come questa, il buonsenso e il trattore in moto nel mese di giugno per i trattamenti, bastavano per arrivare allegramente alla vendemmia.
A base di rame e zolfo e va benissimo, ma 5 kg annui ad ettaro come giustamente dice Michele, sono medicinali o non è il caso di citarli nelle brochure?
E siccome mi piace star basso e nel razionale, in un annata delicata, come può sempre capitare, quanti sono i biodinamici che vanno fuori zona a comprare prodotti a scontrino?
Se non lo sapete, il biologico è solo un autocertificazione e questo boom di “naturale” a me fà parecchio pensare.
Difatti, Michele, come giustamente dici, anche con annate come questa, con una buona gestione della vigna, si riduce drasticamente l’uso del Rame. Non vedo il problema; tuttavia come ben paragonare i prodotti di sintesi e diserbanti e pesticidi, anche laddove si può coltivare a Bio è quasi criminale.
Assaggiato da poco ma condivido che i prodotti sono decisamente interessanti..
Comunque In Valdambra (molto pre-fillossera, devo dire), ci facevano il vino buono, il vermiglio. i testi dicono che ai tempi del Magnifico fosse il vino più caro del mondo (soprattutto un trebbiano dolce, forse una specie di vinsanto). Galatrona, Ambra, Cavriglia, tutto quel costone che sale al Luco, muro perimetrale della disciplinare del classico. Sulla vocazione di un territorio la memoria è corta. Vai a dire al Tiezzi che Montalcino o Brolio, podologicamente, sono territori vocati al vino, e fai in modo che lo tengano fermo almeno in quattro.
Comunque la provincia è de ‘rezzo.
ciao ragazzi! io sono il vicino della fattoria di caspri le mie vigne confinano con le sue…volevo dire che è 35 anni che mio nonno e suo fratello fanno il vino per produzione propria e vi volevo informare che la piccola zona fra caspri e poggio cuccule a una esposizione e altitudine e un terreno che è galestro uguale al chianti…tutte le annate anche quelle peggiori è riuscito a dare dei vini sorprendenti con gradazioni che vanno da 12,5-14 (senza aggiunta di zuccheri) perché me lo bevo io per primis e poi non ne avrebbe veramente bisogno….per quanto la lavorazione ed il biologico mio nonno è da quando a comprato questo terreno che non usa altro che il ramato come trattamento e non usa diserbanti ma solamente il trattore e si affida alla luna!quindi penso che questo biologico è un monte che esiste e viene utilizzato quindi nessuno ci isegna niente…per quanto la raccolta dell’uva chicco per chicco e l’uso solamente della zappa sia solo una cosa maniacale che non porta a nessun risultato…comunque il mio vino è buono anche se non ho un’ottima cantina e non ho le botti di rovere…e posso dire che non mi meraviglia che la fattoria di caspri faccia un ottimo vino specialmente il poggio cuccule perché la zona dove è piantato è veramente speciale!!! purtroppo molto piccola! scusate l’intrusione di uno non esperto come voi ma che sà riconoscere il vino buono!!!