Da molti sono considerato un paladino dei vini moderni ed industriali ma per Google e qualcun altro invece sono tra quelli che si occupa di più di vini biodinamici, biologici, veri o naturali che dir si voglia…Qualunque sia la verità, sabato 11 Luglio a Cerreto Guidi presso la Villa Medicea, abbiamo un’occasione per discuterne insieme soprattutto ascoltare cosa hanno da dire autorità e ricercatori a Convegno, appunto su Viticoltura ed Enologia: Paradigmi a ConfrontoTra gli interventi (che trovare qui nella locandina della manifestazione Programma Viticoltura Biodinamica 11 luglio ) Mario Bertuccioli dell’Università di Firenze su “Qualità dei vini tra immaginazione e percezione reale” (stupendo!) e
Giancarlo Scalabrelli (Università di Siena) su “Scienza ed Esperienza: quale contributo per la viticoltura del futuro?”. Parleremo anche di pratica in campo con Enzo Mescalchin da San Michele all’Adige e applicazioni pratiche su Dolcetto, Sangiovese con Leonello Anello.
E. va da sè, una bella degustazione di 10 vini “bio” curata da me, ma per sapere quali vini dovete aspettare ancora un pochino…intanto save the date!
Per aggiornamenti e altre info: ViticolturaBiodinamica.it







Come mancare.
Un piccolo spunto lo vorrei dare.
Credo che l’agricoltura bio e biodinamica sia una partenza per ridefinire il concetto di vita. La vita è bella perchè è varia e questo è il concetto di base di questa visione dell’agricoltura. Non semplificazione della vita delle piante viventi, ma comprensione della diversificazione e complessità. La base dell’agricoltura bio e biodinamica è la comprensione e quindi l’assecondamento della concatenazione di milioni di ecosostemi che interagiscono tra loro.
Gli amanti del vino, diciamo più evoluti, possono trovare nei vini prodotti in questi termini (non è scontato poichè in EU si certifica le uve e non il vino) sensazioni a volte sorprendenti ma sicuramente interessanti poichè non in linea con il gusto dominante del momento storico. L’importante è che poi i vini siano la reale espressione delle vigne e del lavoro del vignaiolo. Una scommessa, in questo mondo troppo omologato.
P.S. a volte mi prendo sul serio…
A mio modesto ma documentato parere, lo specifico biodinamico e’ un mumbo jumbo di omeopatia e astrologia. Quanto di positivo c’e’ nella pratica biodinamica, in realta’ non e’ assolutamente farina del sacco biodinamico, ma appartiene al generico modo di coltivare la terra in modo piu’ o meno “organic”. Si vedano altre scuole di pensiero come l’agricoltura naturale di Fukuoka, la permacolture di Mollison (che dichiara esplicitamente di rifarsi a Fukuoka), eccetera. Quello che appartiene in modo esclusivo alla scuola di pensiero biodinamico sono le seguenti cose: uso di preparazioni omeopatiche, il cornoletame (letame messo dentro un corno di bue e interrato con le fasi sinodiche lunari giuste, sic), il cornosilice (analogo del precedente) e ovviamente il rispetto del succitato ciclo sinodico lunare, ossia non tanto le fasi lunari come visibili dal nostro occhio (posizione lunare rispetto al sole) bensi’ a quelle rispetto al cielo delle stelle, ossia ai segni dello zodiaco.
Se la biodinamica fa bene a qualcosa, fa bene allo spirito di chi la pratica.
Il che forse e’ gia’ un buon motivo per praticarla. Basta pero’ essere chiari.
@paolo,@filippo
perchè non venite su al convegno? credo che i vostri pareri sarebbero molto graditi, perlomeno a me!!!
Grazie dell’invito, Andrea, ma non so se avro’ il tempo. Cosi’ a occhio, direi che non lo avro’. next time, maybe..
Anche io non ho tempo… purtroppo!
Penso che Paolo e Filippo abbiano sinteticamente esplicitato argomenti perennemente tema di dibattito e spesso fonte di confusione… Vogliamo un’omologata qualità diffusa o ambiamo ad altro? Nel vino deve esistere solo l’armonia, o è lecito pensare che pure in alcune dissonanze si possano celare conoscenze? Ogni persona vive un “percorso organolettico” che dura tutta la vita, e, più o meno coscientemente, ci si ritrova a un punto a preferire ciò che un tempo si disdegnava, o viceversa. Solo un graduale allontanamento dalle tecnologie più invasive può restituire, a mio avviso, una dignità, e quindi un giusto riconoscimento anche economico, a chi segue questi ragionamenti. Sempre pìù sto notando fra i colleghi una presa di coscienza in tal senso che fa sperare, e anche interventi del tipo “Qualità dei vini tra immaginazione e percezione reale” cominciano a creare interessi e non più soltanto sorrisi, vedremo…
Ciao
Mirco
….che palle…..e bio di qua e biodinamica….di la…e bla bla eblablabla……allora steiner era ASTEMIO….per lui l’alcool era veleno…..quindi parlare di vino biodinamico…..mi sembra ridicolo…poi cosa ha aggiunto la biodinamica all’agricoltura di 100 anni fa..??….mi sono seccato la lingua a ripeterlo…..100 anni fa non si meccanizzava,solo bestie,si potava con la luna,si usavano concimi naturali,si usava rame e zolfo,fermentazioni spontanee nessuno uso di lieviti enzimi attivanti,malolattica la primavera successiva senza inoculo di batteri,nessuno filtrazione nessuna chiarifica,le pompe era quelle a stantuffo azionate a braccio.Il vino si travasava senpre con la luna…..ecc…ecc…ecc……ora la VERA differenza con 100 anni fa e’ che oggi ci si puo permettere di far produrre meno alla pianta,perche’ 100 anni fa la ns povera piantina di vite doveva produrre per il padrone per il fattore per il sottofattore e un piccolo grappolino per il mezz’omo…..idem in cantina si torchiava allo spasimo le bucce non si buttava via quasi nulla…erano tempi duri il vino era piu’ facilmente reperibile dell’acqua…..ecco che la qualita’ spesso,ma non sempre era abbastanza sommaria…..ecco l’ho presa lunga ma volevo ribadire che i nostri nonni bisnonni ci hanno insegnato questa agricoltura che steiner ha scopiazzato aggiungendoci poco altro tipo sta cazzata del corno ma principalmente il concetto di qualita’ di resa in vigna e di pulizia in cantina….
Poi magari beviamo anche i vini, che ne dite?
Poi magari ce li beviamo anche i vini! Che ne dite?
Come si può vedere dal doppio post io ne ho bevuto abbastanza…..