
Due bravissimi e plurititolati sommelier francesi ma ormai londinesi a tutti gli effetti, Philippe Messy (dal Papillon) e Gearoid Devaney (Dal The Capital), hanno fondato una società di servizi per ricchissimi che non hanno tempo per scegliere comprare e gustare il vino ma a quanto pare hanno bisogno di un trainer personalizzato che li guidi passo passo. E dicono pure, qui su Decanter, che starebbero cercando a giro nei migliori ristoranti del mondo sommelier pronti a seguirli in questa “missione”. Io sono sempre convinto che la bravura di un sommelier nonchè il futuro di questa categoria sia sempre più nei ristoranti (e perchè no, pizzerie e trattorie) piuttosto che a domicilio di una serie di happy few del mondo che forse un pò di tempo per studiarsi un pò di vino e affinarsi il palato magari riescono anche a trovarlo…
Però è anche un mondo dove si paga una esperta di linguaggio di neonati per capire cosa vuole un bebè quando piange, quindi forse ci sarebbe da rassegnarsi alla cosa…







Del tutto d’accordo, il futuro è la professione.
E non la formazione degli appassionati.
Ma ho il vaghissimo sospetto che qualcuno a Milano e Roma non sia molto d’accordo…
E allora continuiamo così, con medici e elettricisti in giro con lo stemma…
P.S.: conoscendo l’ambiente, prevedi punizioni bulgare per il sottoscritto?
(nel caso ci sarei abituato)
dipende quanto mostri in giro la spilletta…;-)
Andrea cosa aspetti…allora…???
Sto completando il percorso formativo, ho un lavoro che non c’entra nulla con il vino, tanta passione e voglia di fare. Ma scopro che, se vuoi fare qualche servizio, collaborare con qualche cantina, devi per forza passare attraverso le forche caudine dei gruppi di servizio AIS. Pena gambizzazione, deferimento e chissà quale altra punizione. Ma allora come faccio? Perchè non posso accettare la richiesta del mio amico ristoratore o della cantina che mi apprezza? funziona proprio così come da regolamento?
Caro Michele, io non perderei un minuto di tempo ad accettare la proposta del tuo amico. Inoltre ti fanno credere che devi passare attraverso le forche caudine dell ‘Ais per lavorare; oggi la ristorazione ha bisogno di ben altro che far roteare qualche bicchiere e ripetere a memoria la lezioncina sul nero d’avola o sulle sottozone del Chianti.
D’ora in avanti il metro lo definiranno quelli che con spirito di iniziativa, comunicazione personalizzata e “giro delle bottiglie”.
Saranno bravi quei ristoratori e Sommelier che terranno alti i consumi.
Per il resto la mannaia della crisi.
Quindi coraggio e facci sapere dove opererai, che ti veniamo a trovare.
non preoccuparti Andrea, l’importante è che tu non ti metta a fare corsi e introduzioni alla degustazione, per il resto puoi operare quasi tranquillamente. Se hai un buon rapporto con il tuo delegato magari comunicaglielo e capirà, altrimenti ti conviene farlo e non sbandierarlo ai 4 venti
Andrea, questa non l’ho capita: “servizi” sì e lezioni no? Orrore!!! Che facciamo, andiamo verso l’anarchia?
@ Andrea “Quasi” sicuramente?;-P
@ Riccardo, mi serve la tua mail.!!