Certo sarebbe un argomento per giorni e giorni di discussione tra Renzi, Pistelli, Lastri e quant’altri qui a Firenze. Per adesso vediamo cosa succede a Lucca dove, non si sa se per strategia politica culturale per il turismo o perchè, come rileva Stefano Bonilli , spinto dalle Associazioni di categoria, il Comune ha disposto un regolamento che “al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l’attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse“.
Sulla rete e su facebook la discussione è già partita, razzismo o no?
Ma il il regolamento e i provvedimenti adottatisono comunque destinati a far discutere visto che prevedono che i titolari degli esercizi di somministrazione impediscano ai clienti di consumare cibo in strada e che indulgano in schiamazzi. Cioè se due fuori dal mio locale cominciano ad urlare il vigile viene e fa la multa a me e non a loro…
Sull’argomento anche Sofri e Gilioli, sostanzialmente d’accordo con il sottoscritto ma non proprio di destra, ecco.







CHE CASINO !
sono d’accordo con te sulla risposta al Bonilli. Ricordiamoci che a Firenze nel 1989 o 90 gli amministratori fecero la legge 15 a tutela del patrimonio gastronomico fiorentino nel quadrilatero centrale, lasciando fuori Mc Donal’s cha già aveva preso il fondo in Pzza del Duomo (negozio David vi ricordate ?). non è per caso uguale. Confrontare Londra o Hamburgo a Firenze ?. Ma sono citta che storicamente ospitano “stranieri” e noi siamo solo all’inizio.
A me pare fantadcienza: è una proposta misera e ridicola. La tipicità di Firenze, Siena, Lucca e così via non si difendono certo “imponendo” panzanella, ribollita, trippa e pici ai ristoratori del centro: è vero i nostri centri storici vivono di turismo, ma che vogliamo fare, creare ancora di più un centro “parco giochi” destinato solo ai turisti, sempre più simile alle ricostruzioni di las vegas? E poi non ne posso più di finti ristoranti toscani e negozi di prodotti tipici che infestano le nostre città e paesi: rispetto a questi preferisco un kebab!!
Sì ok lo so bisognerebbe essere un po’ campanilisti, ma vi prego, non toglietemi Mavi, il Tijuana e Sushimania perché morirei di crepacuore…
Francamente penso che se ci fossero più accertamenti sul rispetto delle norme igieniche già si sarebbe un passo avanti… su quello per gli schiamazzi e i vari tipi di atteggiamenti multabili un altro passo… e se ci fossero magari facilitazioni per gli imprenditori locali un altro passo ancora, e siamo a tre.
Possiamo poi porre una questione politica di più ampio raggio: com’è successo che il centro storico di Firenze non appartenga più ai fiorentini? La dura legge del mercato? O dei monopoli di banche assicurazioni e simili cartelli di cui fanno parte, guarda caso, anche familiari dei nostri politici?
E l’allargamento della zona blu e soprattutto la zona blu notturna non ha forse allontanato i fiorentini dalle vie del centro lasciandole in completa balìa delle “etnie” che misteriosamente possono permettersi abitazioni e attività in locazioni dagli affitti e dai costi proibitivi?
Non è giusto porre dei divieti razzisti, ma è certo giusto riflettere su quali siano le cause dell’abbandono da parte dei fiorentini della loro città e della mancanza di alternative di sapore locale ad auspicatissime offerte etnicamente differenziate.
PS Ovviamente per Firenze si parla per assurdo… ma per Lucca immagino valga lo stesso tipo di riflessioni!
Più che altro si può dire che quest’uomo si perde un sacco di cose buone nella vita. Posso capire che vuoi evitare la kebabizzazione del centro, ma un buon amministratore ha altri mezzi, che comunque prevedano il miglioramento dell’offerta ristorazione e servizi nella sua città.
Quello che dice lui mostra il solito presapochismo all’italiana, in cui non aiuti un settore produttivo, neanche quello turistico, ma fai parlare di te. chissà che fra un po’dica che l’abbiamo frainteso?
E’ una roba semplicemente ridicola, questa di Lucca. Ma non si è capito che i kebab vari rispondono ad una domanda di ristorazione low cost che gli esercizi “tradizionali” non riescono a soddisfare? I portafogli dei cittadini sono sempre più vuoti, e non è che levando i kebab si riempiano i locali dove un pasto costa almeno tre volte tanto. Vogliamo spingere i cittadini verso la tradizione locale? benissimo! Iniziamo intanto a difenderlo, il cittadino-consumatore, obbligando i locali ad abolire coperto e servizio (incredibilmente esistono ancora posti che li applicano entrambi); obblighiamoli ad esporre la carta fuori dal locale; obblighiamoli a servire l’acqua del rubinetto in caraffa gratuitamente (non quella microfiltrata, eh!). Tutto questo in Francia è la norma. Poi sarà il cittadino-consumatore a scegliere la qualità che può permettersi, potendo veramente confrontare prezzi.
Forse nn sono la persona + giusta x il campanilismo perche’ internazionali come me di italiani ne ho conosciuti veramente pochi, pero’ secondo me e’ razzismo e basta, non c e’ bisogno di proteggere la nostra cultura e tradizioni in questo modo, non permettendo agli abitanti stessi di avere la scelta del ristorante toscano o indiano ad esempio, nella propria citta’; anzi questo mi invoglia ad andare + al ristorante etnico che toscano, scusatemi!