Quelli che le Guide 2008: per una sera Firenze capitale del bere bene italiano


Ieri sera incontro a prova di Facebook con divieto di passaparola se non all’ultimo momento per il tradizionale ritrovo annuale dei curatori delle più importanti Guide sul Vino italiane. Occasione per parlare, discutere e capire dove vanno le Guide e cosa rappresentano per il vino italiano, organizzato e condotto da Guido Ricciarelli di Spirito diVino che ci spiega in questo video qualcosa di più sull’evento.

E manco a dirlo occasione per assaggiare una serie di vini di qualità eccelsa, spesso putroppo praticamente introvabili. Qui nelle foto qualche idea ve la potete fare di come è andata a finire…

Ma prima della cena a cura di Galateo Ricevimenti, spazio per una bella discussione sul ruolo delle Guide nel mercato del vino e spazio quindi ai curatori. Da segnalare una domanda sula “scociante” presenza di sedicenti esperti del vino che si improvvisano giornalisti aprendo un blog e credendosi esperti e di nuovo manifestazione di preoccupazione e angoscia per ciò che Internet farà (ovviamente di male) alla carta stampata e al mercato delle guide dei vini come la conosciamo noi.

Meno male che sul palco c’era anche Luciano Pignataro (qui il suo articolo di riflessione sulla serata) che, insieme a Luigi Cremona, hanno rappresentato una parte del mondo delle Guide che con Internet ha cominciato a fare i conti (vedi questo video di Luciano), mentre nel resto della sala molto scetticismo. Presentato come unico blogger educato” c’è spazio anche per Vino da Burde e un mio intervento in cui esprimo l’idea che il proliferare di blog e di recensioni “amatoriali” sul vino è conseguenza di una eccessiva autoreferenzialità del mondo guide-produttori dal quale il consumatore finale è sempre più un estraneo. E che in realtà Internet è una opportunità enorme da cogliere piuttosto che una minaccia da combattere ad ogni costo.

E su questo mi pare che un pò di accordo c’è stato con anche l’endorsement di Vittorio Fiore che illustra la possibilità di integrare una versione cartacea con una elettronica in cui trovano spazio schede e approfondimenti che sul cartaceo non trovano spazio e non solo. Bello l’intervento di Costantino Charriere giunto dalla Val d’Aosta per aggionrarci sulle novità anche preoccupanti in arrivo da Bruxelles e per parlare di vini”veri” e della FIVI, argomento ovviamente che stava molto a cuore anche a Giancarlo Cariglio che ne è il presidente segretario nazionale. Ed è anche venuto fuori che la degustazione alla cieca potrebbe essere un grosso limite per certe tipologie di vini biodinamici o naturali che a confronto con altri potrebbero spesso essere penalizzati.

Rivoluzione in arrivo per le modalità di assaggio dei campioni?

Tra i vini della degustazione, davvero tutti di livello stratosferico, cito solo (tra quelli che non ho in carta da Burde) Faro Palari 2006, il Martinenga Gaiun 2004 Barbaresco Marchesi Gresy e la bollicina Giulio Ferrari 1999, concludendo però obbligatoriamente con un monumentale Vin Santo Rocca di Montegrossi 2001 (si proprio lui , la sostanziale alternativa al sesso).

Parlano della serata anche Aldo Fiordelli, Luciano Pignataro e ovviamente KelaBlu tirato in ballo…

Ecco l’intervento di Daniel Thomases

qui quello di Giancarlo Cariglio di SlowFood/Gambero Rosso

ed infine quello in due parti di Luigi Cremona per VIni Buoni Italia Touring Club Italiano

e un video sulle finali pubbliche

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Reader Comments

E’ sempre interessante vedere come quelli delle guide si preoccupino così tanto del proliferare dei blog e simili, del fatto che adesso, grazie a internet, ogni bischero apre un blog e comincia a parlare di vino, cibo, ecc. Embé? E che c’e’ di male se ognuno dice la sua, per quanto strampalata, improbabile, possa essere la sua opinione, non c’e’ l’obbligo di leggere né tantomeno di essere d’accordo con ognuno che scrive, sia blogger o carta stampata.
E’ come se i ristoratori si lamentassero perchè c’e’ tanta gente che si mette a cucinare a casa propria.

si in effetti la gente potrebbe uscire più spesso a mangiare fuori, ecco! ;-)

Gariglio non é il presidente della Fivi, ma solo il segretario nazionale come appare dall’organigramma presente sul sito Internet:
http://www.fivi.it/pagine/ita/organigramma.lasso

correggo subito, grazie mille!

Ciao Andrea, solo adesso ho letto il tuo post. L’ho ripreso al termine delle mie considerazioni di ieri: http://www.lucianopignataro.it/articolo.php?pl=5137
Ok su quello che scrive Paglia. In realtà più gente scrive meglio è. Cresce la base di interesse per un argomento.

eh, ma non dimenticate che l’italia è il paese dell’impermeabilità delle classi…

infatti caf se leggi l’articolo di Pignataro mi pare che tutto venga affossato sul nascere…

Secondo me il problema vero è pensare che l’opinione pubblica sia unicamente sul web, come sia unicamente quella che legge carta stampata. Gli spazi ci sono per tutti, pensre ad un mondo suddiviso in compartimenti stagni non è esattamente salutare

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