Dopo 6 mesi che si è fatto a gara a dire che questo signore qui accanto è il nemico numero uno del Brunello a causa del suo interesse verso le vicende enologiche e giudiziare di Montalcino, ecco che con grande stile giornalistico la Nazione, Il Resto Del Carlino e Il Giorno nel fascicolo nazionale (QN) (lo trovate in edicola stamani) di oggi riportano che secondo alcune indiscrezioni nei Brunello 2003 ci sarebbero CERTAMENTE altre uve oltre al Sangiovese “i consulenti non hanno dubbi“. Non sono un giornalista ma in genere si dovrebbe stare attenti a riportare indiscrezioni, a meno che non si voglia esattamente dire che oltre 100 aziende a Montalcino nei loro Brunello hanno utilizzato uve non concesse dal disciplinare, e quindi da ritenersi fuorilegge. Comunque fino a metà settembre non si avranno risultati definitivi quindi nel frattempo si può continuare tranquillamente a sospettare di tutto e di tutti.
O volevano dire qualcos’altro???







Andrea, nel link del Quotidiano Nazionale che hai messo, non vi è traccia di notizie sul Brunello.
Non ho motivo di dubitare di quanto affermi, e se così stanno le cose, se il Brunello è effettivamente allungatto con altri vitigni che non sono Sangiovese, non sarà mica colpa di Ziliani che per primo ne ha dato notizia e spazio sul suo blog con continui aggiornamenti?
online mi pare non ci sia, semmai te ne mando uno scan via mail
http://lanazione.ilsole24ore.com/siena/2008/09/03/115610-analisi_brunello_sequestrato.shtml
ti lascio il link, la notizia è anche nella Nazione di Siena.
Non commento e non dico niente a riguardo, spengo tutto e vado a fare due passi in un oliveto per smaltire la rabbia.
O Gori ‘un lo sapevi che grazie al “complotto mediatico” che ho innescato come “nemico numero uno del Brunello” sono riuscito a convincere QN-Nazione-Resto del Carlino e Giorno a pubblicare le mie farneticazioni? Magari qualche bischero arriverà a sostenere che la giornalista della Nazione non esiste e che sono io a scrivere sotto falso nome…
ehi andrea grazie, ho aggioranto il link nel post, buona passeggiata…
Assodato che Ziliani, come gli hanno rinfacciato tutti gli ilcinesi telematici e non, odia Montalcino (e sarebbe interessante una volta o l’altra farlo sbronzare e farci raccontare come e perché questo odio accertato), adesso siamo alla fase in cui si accusano la stampa e la magistratura comuniste, poi si sgonfierà il tutto.
Mi chiedo solo chi glielo spiega adesso agli americani.
Veramente l’Italia è sempre più una repubblica delle banane. Ma con tutti i consulenti di marketing che hanno, a questa gente nessuno glielo può spiegare che se vuoi salvare una faccia commerciale, non è demonizzando chi ne parla che il brunello diventa 100% Sangiovese?
Andrea, ma non avete qualche bel posto da quelle parti in cui andare in pellegrinaggio e chiedere la grazia? Che ormai sul Brunello manca soli si pronunci il Vaticano.
Barbara, un pellegrinaggio al santuario di Sant’Antimo andrebbe bene?
Però è anche una denominazione di un vino in cui dentro è previsto tutto, non so se sia il caso………..
Io comunque confesso di averne le palle piene di questo modo di fare vino dando retta alle mode e ai gusti del mercato infischiandosene delle regole.
Se avviene questo, non è per colpa di giornalisti che fanno il loro dovere, semmai di chi è troppo furbo o presunto tale.
Mammamsterdam, io non odio affatto Montalcino ed il Brunello, odio semplicemente i furbetti, i cialtroni ed i farabutti che hanno fatto un uso privato del Brunello trattandolo come fosse un vinello qualsiasi e ho “in gran dispitto” come direbbe Dante, l’ignavia, l’indifferenza, il fastidio che molti abitanti di Montalcino e troppi produttori, allineati e coperti, hanno dimostrato in questa vicenda. Mi sa che al Brunello e ad una bella immagine di Montalcino tengo più io che loro…
I furbi in Italia ci sono e ci saranno sempre…io tutto sommato sono felice, almeno non ci intossicano!!!!
Credo, semplicemente che dovremmo giocarcela meglio e lavare i panni sporchi in casa senza troppo chiasso e rovinare per l’ennesima volta l’immagine del vino Italiano e la Brunello Spy Story non ci aiuta.
Spesso all’estero non capiscono molto di quello che sta succedendo in Italia,perchè o ignorano o capiscno 1/3 di quello che succede, e ahimè molti richiedono un certifcazione dei vini che vengono esportati, e non parlo solo di Brunello.
Questo è grave!
Ce ne fosse di piu’ di gente come Ziliani, forse all’estero si fiderebbero di piu’ di noi Banana-repubblicani. Ritengo piu’ gravi le reazioni indignate all’interesse mostrato da lui e da altri alle faccende di Montalcino che l’allungamento stesso del Sangiovese.