Finalmente Armin dopo le fatiche del Vinitaly è riuscito a trovare un pò di tempo nella “caverna” del centro sperimentale di Laimburg (nella foto) per valutare noi poveri degustatori che invitati in commissione (qui trovate gli altri nomi) per il Concorso nazionale BlauBurgunder abbiamo assaggiato i 63 campioni (3 di avvinamento e 60 “reali”) a testa che hanno permesso di stilare la classifica del migliori Pinot Neri Italiani. La lista completa dei vini presentati la trovate qui.
La classifica complessiva verrà resa nota solo in occasione delle Giornate Altoatesine del Pinot Nero il 23-24 Maggio a Montagna (Ora) ma comunque Armin come promesso ha già inviato a ciascuno di noi degustatori la propria “pagella” e i voti che abbiamo dato ai vini alla cieca. Innanzitutto sono molto felice che la mia attività valutativa sia stata presa in considerazione: come forse sapete già da Aristide (trovate anche un video nella sua WebTv), è l’unico concorso al mondo dove i valutatori sono a loro volta valutati ovvero se si dimostrano in grado di dare punteggio simile allo stesso vino in momenti diversi (ovviamente versatogli a loro insaputa). Nel mio caso ad esempio ho dato 88 punti ad un vino al mattino alle ore 10:30 e 86 allo stesso vino il pomeriggio verso le 15, con circa 40 campioni degustati nel mezzo. E su altri due vini lo scarto è stato simile. Ergo, Armin ha tenuto per buoni i miei giudizi sugli altri vini. Inoltre viene valutato molto positivamente l’utilizzo “esteso” della scala ovvero dare punteggi in un range ampio e non solo (come si fa spesso per pigrizia mentale) solo punteggi tra il 75 e il 90. Come valutazione complessiva ho avuto 4.16 che non suona benissimo ma pensando che la media dei valutatori è stata 2,26 e che la soglia per essere scartati era 1,00 ecco come mai mi sentite così felice.
Ed ecco che leggendo i punteggi scopro che ho dato addirittura 90 punti ad un vino poco conosciuto (ma vincitore lo scorso anno, quindi proprio tremendo non sarà…) come Stachlburg Südt. Vinschgau Blauburgunder 2005 – Biologisch (biodinamico) che veramente staccava su tutti per un floreale quasi assente in questo difficile 2005. Sul podio ho messo poi a 88 punti una sorpresa (per me) ovvero Conte Vistarino Oltrepo Pavese Pinot Nero “Pernice” 2005 (distribuito anche come “avvinamento” iniziale e su cui ci siamo scannati per dargli un giudizio un pò unanime, operazione inutile visto che ai miei 88 punti sono fioccati un 40, un 60, uno 85…), ma scopro adesso che è un’azienda già ben nota nel settore. Al terzo posto a pari merito ad 86 punti un altro altoatesino di richiamo come il Muri-Gries Südt. Blauburgunder Riserva “Abtei Muri” 2005 e un’altra grande azienda come la Cave Des Onze Communes con il loro Valle D’Aosta Pinot Noir 2005. Quasi a ridosso di questo quartetto ho messo (meno male!) il Pinot Nero toscano del momento, ovvero il Fortuni dal Podere Fortuna del Mugello 2005 e un altro grande classico come Tiefenbrunner con il suo Schlosskellerei Turmhof Südt. Blauburgunder Riserva “Linticlarus” 2005. 
Invece ci sono stati alcuni vini che alla cieca ho nettamente penalizzato e che invece in altre occasioni ho valutato molto più positivamente come alcuni miei storici “preferiti” Gottardi , Franz Haas, Stroblhof e Niedermayr.
C’è da dire che in queste degustazioni, al di là del gusto personale, come fa rivelare anche Armin conta tantissimo l’ordine di servizio e il momento della giornata in cui si degusta un vino. Ad esempio ho dato voti in media più alta agli ultimi vini degustati al pomeriggio e più bassi a quelli del primo mattino. E proprio per evitare che l’ordine di presentazione influenzi troppo la classifica i vini vengono presentati ai commissari in un ordine diverso dimodochè ciascun vino venga presentato nel più alto numero di combinazioni possibili di sequenza (in relazione agli altri vini) e di tempo (ovvero momento della giornata).
Per chiarire un pò la faccenda, vi propongo qui due video “rubati” ad Armin mentre ci spiega la procedura di degustazione e ci spiega come funziona la sua scheda di valutazione vino.
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Spiegazione come si giudicano i degustatori
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Spiegazione compilazione scheda
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C’era Gottardi?
si c’era ma anche se in genere mi piace un sacco per la sua nota speziata particolare, alla cieca non gli ho dato tantissimo, mi pare 74 al suo Mazzon 2005.
avendo partecipato al panel lo scorso anno – che proponeva l’annata 2004 che era discreta – devo dire che è stata un eperienza veramente interessante, arricchita da questo metodo che la rende ancora di più stimolante per chi degusta. Il mio migliore l’anno scorso fu l’Arturo, di Ronco Calino, un altra azienda non Altoatesina (mi pare Franciacortina). C’era quest’anno? Tu che voto gli hai dato?
ho la lista di quelli che ho degustato io ma sui 60 (dei 75 totali) che erano al concorso non mi è toccato questo di cui parli tu. Però devo confermare che oltre l’alto adige si beve benino anche in lombardia e val d’aosta. un pò più lontani piemonte e toscana (per ora!)
Ciao Andrea…..e Marchesi Pancrazi?
C’era?
no, quest’anno mi pare di no, in ogni caso credo che abbia forse partecipato con discreti risultati alle prime edizioni di questo concorso qualche tempo fa (2004) (vedi http://blauburgunder.it/it/vini-degustati/2.html )
Ecco qui quelli di quest’anno
http://blauburgunder.it/it/vini-degustati/
Che dire?
Il “taglio” del metodo di Armin pendeva su ogni degustatore come una ghigliottina… be’, non esageriamo, era per sdrammatizzare, però ribadisce come la statistica sia un ausilio fondamentale nell’analisi sensoriale professionale, visto che la soggettività porta alle discrepanze che sottolineava Andrea…
Un’esperienza sicuramente appagante, riuscita soprattutto grazie all’organizzazione impeccabile… da parte mia sono andato bene sulla ripetibilità ma evidentemente i miei gusti personali sono stati abbastanza diversi dalla media, vedremo i risultati finali… Ad ogni modo mi piacerebbe che anche AIS iniziasse a utilizzare un approccio di questo genere… non dico matematico, ma almeno far sapere ai corsisti che esiste un lessico e un approccio per la degustazione pubblica che però è molto diverso da quello della degustazione “scientifica”…
A presto!
Mirco
spero bene che il nostro concorso nell’ambito delle giornate del pinot nero siano conosciuto soprattutto per i vini buonissimi in gran parte che ci partecipano e non per un ricercatore sopranominato ormai “il boia di laimburg”.
comunque penso che tutti siamo d’accordo che un controllo deve esserci perchè non tanto la preparazione di base ma la forma giornaliera variabile costituisce un problema serio. poi, per me altrettanto importante “le pari opportunità” per i vini partecipanti. in ogni caso questo nostro metodo dovrebbe essere solo il punto di partenza verso giudizi più giusti, veri e riproducibili. ma finchè viene fatto poco: “inter caecos regnat strabo”
Be’ Armin, sicuramente quanto dici è vero.. statisticamente l’unico modo sarebbe avere una commissione più numerosa, ma già quello che fate è più che meritevole, anche per un discorso di rappresentatività produttiva del territorio nazionale…
Io non avevo i tuoi vini, tranne Podere Fortuna, ma devo dire che assaggiare 60 vini in un giorno per me é stato difficile. Se posso fare un commento ad Armin, graduerei i riquadri delle caratteristiche in modo da poter agevolare chi giudica al momento e chi analizza i dati successivamente.
Per il resto é stata un’esperienza entusiasmante.
devi ammettere Arnin che come boia di Laimburg ormai ti sei fstto una certa fama…in ogni caso è vero che forse alla fine si parla tanto del metodo e poco dei vini…mi riservo di parlarne approfonditamente in un post quanod uscirà la classifica ufficiale che sono CURIOSISSIMO di leggere (e già mi contattano in privato diversi produttori, per loro è un appuntamento molto sentito, dovresti esserne orgoglioso).