Il Poggione Brunello di Montalcino DOCG 1995
Colore leggermente granato, gira nel bicchiere soave e nel frattempo emana profumi perfetti di grande sangiovese. Fiori, frutta, spezia, mallo di noce, liquirizia e caffè, e una vitalità che si intravede chiara e appetitosa. In pratica uno degli aromi più completi che ti possa capitare.
Vini Giusti (finalmente) da Burde, sabato 20 febbraio dalle 17:00 fino a notte
Al termine della settimana delle Anteprime Toscane, quando per 7 giorni non avrete sentito altro che parlare di vino e discussioni sulla bontà delle annate, crediamo che sarà arrivato il momento di assaggiarle, no? Ecco che Sabato 20 Febbario, in una trattoria aperta straordinariamente al sabato, avrete la possibilità di fare con noi il punto della situazione sulle annate appena presentate con Guido Ricciarelli e oltre 110 vini in degustazione da 32 cantine toscane e italiane. Il tema, quantomai di attualità, sarà proprio il giusto prezzo del vino e che qualità sia possibile ottenere oggi in Italia rimanendo accessibili a tutti come prezzo.
Il Poggione Rosso di Montalcino DOC 2008 (non ancora in commercio)
Al Poggione producono quasi lo stesso numero di bottiglie di Brunello che di Rosso e viene decisamente preso sul serio in ogni senso. Diverse vigne, posizioni variegate e capacità di bilanciare le annate, ogni anno il Rosso da queste parti è un vino grandissimo e con potenzialità spesso poco sfruttate.
Il Rosso e il Nero #4: viaggio all’interno della bocca, umami e finale di assaggio
Concludiamo il nostro “viaggio all’interno della bocca”, novelli Asimov a cercare di far capire ai nostri 25 spettatori come si assaggia un vino e come lo si gusta, ovvero che cosa dobbiamo cercare di sentire quando lo beviamo. E quindi ecco un percorso avventuroso tra papille gustative, il nuovo senso dell’ umami , le nuove teorie sulla nostra lingua e il misterioso e sempre vagheggiato equilibrio di un vino!
Lo strano caso della Viola Odorata L.
Dubito che molti di voi conoscano almeno 3 delle più comuni ricette con le viole (tagliolini alla violetta, zuppa, pastiglie…) oppure delle sue virttù soporifere e calmanti. Figuriamoci dissertare dei terpeni che ne caratterizzano l’aroma, che pure sono molto simili a certi Sangiovese chiantigiani. Per ovviare a queste gravi lacune, sull’ultimo numero di Natural1 (rivista scientifica di fitoterapia e nutriceutica) c’è un bellissimo pezzo sulla Viola, che non avrei mai sognato di leggere se non per il fatto che una mia umilissima foto del giardino di casa ne adorna una pagina.
Capire la Valpolicella e il “bio” the hard way: Monte dei Ragni e l’Amarone assoluto
Prometto che poi mi passa, ma ancora almeno un altro post sulla Valpolicella me lo dovete concedere. Per iniziare a capirla servono sì i banchi di assaggio ufficiali, le grandi aziende e le verticali, serve l’occhio del mercato e i video di Wine Spectator, la modernità e l’imprenditoria di aziende come Sterza, e poi servono i Ragni.
E Zeno, ovviamente.
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